“Palestra non è Roberto Carlos”: alla Gazzetta non passa più

Vagonate di Maalox in redazione. Corsivo al vetriolo in prima pagina. Ma solo perché sono preoccupati per le sorti del giovane calciatore mal consigliato e spinto a cedere alle lusinghe del dio denaro

“Palestra non è Roberto Carlos”: alla Gazzetta non passa più

Cm La Spezia 05/09/2025 - qualificazione Europeo 2027 / Italia-Montenegro / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Marco Palestra

Le vagonate di Maalox in redazione

Pare che alla Gazzetta dello Sport ieri all’ufficio amministrativo siano volate parole grosse. Agli ispettori di Cairo non sono andate giù quelle due vagonate di Maalox ordinate dalla direzione. Alla Gazza i conti vengono spulciati minuziosamente. Ma stavolta gli ispettori si sono dovuti arrendere. Perché la bolla di accompagnamento era spillata al certificato medico di un luminare della gastroenterologia che aveva diagnosticato una improvvisa e diffusa ulcera perforata in redazione, soprattutto ai piani alti. Questa epidemia sarebbe dovuta all’affaire Palestra. Quello per cui l’Inter si è sentita scippata dal Chelsea nonostante non avesse presentato nemmeno un’offerta scritta per il calciatore. Come se l’Atalanta fosse cosa loro. Loro inteso dell’Inter.

Da un giorno e mezzo, la Gazza sforna un pezzo dopo l’altro per sminuire Palestra e persino per attaccare il Chelsea e i loro conti. Insomma l’hanno presa bene.

Oggi non poteva esimersi Luigi Garlando titolare della rubrica in prima pagina. Corsivo oggi titolato “La scelta di Marco”. Il non originalissimo “Marco se n’è andato e non ritorna più” avrebbe riflettuto un vago senso di autoironia che non pare essere un pregio del mondo Inter.

Sulla Gazzetta il manifesto dell’ulcera perforata per Palestra

Le prime righe del corsivo sono un manifesto dell’ulcera perforata:

“A 21 anni, Marco Palestra è un puledro di razza che si è appena messo in piedi. Buona stagione a Cagliari, ma non da Roberto Carlos, un solo gol, 0 nelle comparsate all’Atalanta”.

Non da Roberto Carlos. Va da sé che se avesse firmato per il club di Marotta, sarebbe stato un incrocio tra Roberto Carlos, Maldini, Facchetti, con una spruzzata di Marcelo.

Segue il pistolotto su cosa avrebbe dovuto dire l’agente di Palestra al calciatore. Avrebbe dovuto suggerirgli il miglior percorso di crescita per lui. E quale sarebbe stato secondo voi il miglior percorso di crescita? Vogliamo aiutarvi perché la risposta è complessa: sarebbe stato scegliere l’Inter.

Ecco un altro passaggio:

L’agente, o chi per lui, avrebbe dovuto spiegargli: “Marco, ti vuole l’Inter, la squadra più forte d’Italia, che gioca a memoria, inserirti sarà facile, come nell’Atalanta del Gasp. Tanti italiani, compreso il blocco azzurro che ti aiuterà per la Nazionale. Giocherai la Champions, nel tempio di San Siro…”.

Roberto Carlos

2006 archivio Storico Image Sport / Roberto Carlos / Brasile / foto Imago/Image Sport

Assurdo scegliere una squadra solo per i soldi, perché gioca in Premier e si chiama Chelsea. Assurdo

E invece i cattivoni, solo perché il Chelsea ha offerto più soldi (che degrado, amisci) gli hanno consigliato Londra, “in una rosa senza italiani, con un allenatore nuovo, che deve rifondare tutto, a 1300 km da Buccinasco. Giocherà in un campionato più allenante, ma in un club finito 10° che non farà le coppe”.

Il pistolotto conclusivo è solo una logica conseguenza:

“Per un ragazzo di 21 anni, come possono essere i soldi il primo criterio di scelta e non l’amore per il proprio mestiere, per il proprio futuro, per il proprio calcio?”

Ma – attenzione – tutto questo è scritto solo ed esclusivamente nell’interesse di Palestra e del suo avvenire. Nessuno si azzardi neanche a dubitare che possa trattarsi di interismo frustrato.