Leonardo: “Il calcio italiano è rimasto indietro, oggi si gioca sull’uno contro uno”

Il consigliere di Maldini sottintende che in Italia nessuno è più in grado di saltare l'uomo: "Oggi si gioca sulla propositività: dobbiamo dare ai ragazzi questa impostazione. Vogliamo creare un calcio forte e offensivo"

Leonardo: “Il calcio italiano è rimasto indietro, oggi si gioca sull’uno contro uno”

Paris Saint-Germain's Brazilian sporting director Leonardo gestures during a training session at the Camp des Loges football club's training ground in Saint-Germain-en-Laye, near Paris, on September 24, 2021. (Photo by FRANCK FIFE / AFP)

Leonardo e l’importanza di saltare l’uomo

Il calcio italiano è rimasto indietro, oggi si gioca sull’uno contro uno e sulla propositività: dobbiamo dare ai ragazzi questa impostazione. La nostra scelta sarà basata su questo“. Leonardo riassume il concetto in conferenza stampa a margine dell’assemblea di Lega Serie A. “E la nostra scelta del Ct sarà molto basata su questo: creare un calcio forte e offensivo. Ct? C’è da trovare una persona che ragioni come noi. Ci sono tanti allenatori, ma noi vogliamo trovare armonia con il Ct”.

Accanto al Direttore tecnico Paolo Maldini ed al Presidente della FIGC Giovanni Malagò, il neo advisor va subito al centro del problema, mostrando anche di non aver paura di affermare ciò che pensa. Una bordata arrivata a chi chiedeva l’identikit del nuovo commissario tecnico degli Azzurri. Nome che non è stato reso noto, con i protagonisti ancora al lavoro sulla scelta.

Maldini e Leonardo

Leonardo ha però centrato il problema vero del calcio italiano ed ha spiegato anche come dev’essere il lavoro nel Club Italia. “Non c’è mai stata sintonia su un’unica idea. La FIGC vive su tre mondi: la Nazionale, le giovanili e il Settore Tecnico. Non per guardare al passato, ma per andare avanti, l’idea è che la federazione sia a capo di mondi che fanno fatica ad interagire. È successo altrove; non è una cosa nuova: l’Italia sa farlo e conosce gli equilibri, per un motivo o per un altro non si è riuscito a farlo. L’idea è di unire tutti in un movimento molto incentrato sulla parte tecnica“.

L’identikit del nuovo CT

Il brasiliano si è poi esposto sul nuovo CT, quantomeno sull’identikit che dovrà avere. “L’identikit è quello di cui abbiamo parlato, un allenatore che ragioni più o meno come ragioniamo noi. Ci sono tanti tipi di allenatori che sono vincenti, la cosa più importante è trovare una sintonia di pensiero tra allenatore e direzione tecnica. Ci siamo dimenticati di come possa funzionare: la direzione tecnica dà la linea all’allenatore, finora c’è un presidente che era il capo di tutto. È difficile, ogni 2-3 anni cambi allenatore: l’idea è trovare una metodologia di allenamento che vada a cascata. È una cosa che richiede tempo, e dobbiamo lavorare sulla Nazionale A“.