La riforma giovanile di Zola che ha convinto Malagò e Ranieri
Ne scrive la Gazzetta. Con la sua riforma attuata nella Serie C, Zola ha convinto i vertici della Federcalcio: è lui l'uomo giusto per far crescere i campioni del domani

Gianfranco Zola during the FIFA World Cup 2026 Qualifiers KO playoffs football match between Italy and Northern Ireland at New Balance Arena in Bergamo, Italy, on March 26, 2026. (Photo by Alessio Morgese/NurPhoto) (Photo by Alessio Morgese / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
Claudio Ranieri, nel corso della conferenza stampa di presentazione di ieri, ha ribadito più volte che il suo lavoro sarà focalizzato su come rifondare il lavoro nel settore giovanile italiano. E ad aiutarlo ci sarà Gianfranco Zola.
Zola sarà al fianco di Ranieri per rivoluzione il settore giovanile: l’obiettivo è far crescere i campioni di domani
Come scritto dalla Gazzetta dello Sport, l’ex Napoli e bandiera del Chelsea potrebbe svolgere un ruolo fondamentale con la sua riforma. Zola è da tre anni vicepresidente della Lega Pro e dalla prossima stagione ci saranno dei cambiamenti per valorizzare i giovani di questo campionato:
“Ogni squadra dovrà tesserare almeno sei giocatori cresciuti nel settore giovanile, che tra l’altro saliranno a 7 dalla stagione 2027/28 e a 8 nel 2028/29. Inoltre, i sei calciatori nel vivaio – nati dopo il 1° gennaio 2004 e nel club da almeno due stagioni – non occuperanno i 23 posti della lista. Chi non rispetta queste regole rischia sanzioni fino a ventimila euro e soprattutto il taglio dei fondi. I club, inoltre, sono obbligati a schierare i giovani per un totale tra i 271 e 450 minuti a partita. I conteggi avverranno ogni sette gare. Si chiude coi prestiti dalle società di Serie A, Serie B o dall’estero: massimo otto per ogni squadra”.

Queste modifiche così importanti hanno convinto Malagò a chiamare Zola per affiancare Claudio Ranieri. Lo stesso ex numero 10 ha sempre ribadito che il campionato di Serie C ha consegnato diversi campioni alla Nazionale: da Tardelli e Cabrini, passando per Grosso, Materazzi e Barzagni, a Inzaghi e Toni.