La lite a distanza tra Tuchel e Bellingham è figlia del giornalismo, quando i giornalisti non fanno le cheerleader

Il Telegraph: "Il ct ha definito fortunata la vittoria e Bellingham gli ha risposto per le rime. È successo grazie al giornalismo. Gli intervistatori non sono tifosi, devono raccontare storie a noi spettatori".

La lite a distanza tra Tuchel e Bellingham è figlia del giornalismo, quando i giornalisti non fanno le cheerleader

TOPSHOT - FOXBOROUGH, MASSACHUSETTS - JUNE 23: Thomas Tuchel, Manager of England, speaks to Jude Bellingham #10 of England at the hydration break during the FIFA World Cup 2026 Group L match between England and Ghana at Boston Stadium on June 23, 2026 in Foxborough, Massachusetts. Richard Pelham/Getty Images/AFP (Photo by Richard Pelham / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

Una discussione a distanza trapelata fuori tra Jude Bellingham e il ct dell’Inghilterra Thomas Tuchel, secondo cui l’allenatore ha definito “fortunata” la vittoria contro la Norvegia, ha messo “in ansia” i tifosi inglesi, che hanno da subito pensato che questo litigio potesse poi portare a delle conseguenze negative in vista della prossima partita dei Mondiali. Ma in realtà il lavoro dell’intervistatore di turno è stato fatto in maniera ottimale.

Tuchel ha espresso la sua frustrazione dopo Norvegia-Inghilterra

Il Telegraph, a firma di Alan Tyres, scrive:

Jude Bellingham è un giovane brillante, pieno di energia e in continua ascesa; Thomas Tuchel è un uomo esigente, che pretende il massimo da sé stesso e dai suoi giocatori; Gabriel Clarke è un giornalista talentuoso ed esperto, non meno eccellente nel suo ruolo degli altri due, e ha tutto il diritto di porre domande difficili. Tutte queste cose possono essere vere contemporaneamente. Tuchel era particolarmente carico quando ha parlato con Clarke. Ha detto: “Ci siamo complicati la vita da soli, e anche parecchio. Il risultato è fantastico, ma non sono soddisfatto di come abbiamo giocato. Oggi siamo stati fortunati”.

Tyres sottolinea che potrebbero esserci due spiegazioni del perché il ct abbia detto quelle cose: o perché era realmente soddisfatto di ciò che aveva visto, ma sperava di motivare ulteriormente la sua squadra; o che stesse parlando a caldo. L’ipotesi più probabile potrebbe essere la seconda:

Era frustrato e stava semplicemente dando voce alle proprie emozioni. E questo, francamente, rende la televisione sportiva molto più interessante.

Clarke ha poi, ovviamente, chiesto a Bellingham cosa ne pensasse, riferendogli le parole dell’allenatore.

Tuchel, Inghilterra

Il botta-risposta con Bellingham fa parte del racconto delle storie

Tyres ha successivamente difeso il lavoro del suo collega Clarke:

Gli intervistatori hanno un lavoro da svolgere. Non sono dei tifosi incaricati di fare il tifo. Il loro compito è raccontare le storie a noi spettatori. Per questo penso che anche i tifosi debbano fare la loro parte. Tutti vogliamo che calciatori e allenatori siano sinceri e autentici, che ci offrano uno spaccato di ciò che provano davvero. Altrimenti, che senso avrebbero le interviste del dopopartita? E se, per ottenere questo, ogni tanto serve una domanda scomoda, ben venga. Bellingham e Tuchel sono entrambi abbastanza maturi e forti da gestire situazioni del genere.

Tra i due c’erano stati degli attriti precedenti ai Mondiali, ma adesso sembra che entrambi vogliano il bene dell’Inghilterra.