Bellingham e il suo calcio libero, antidoto naturale alle gabbie tattiche di oggi

Non ha un ruolo e nemmeno vuole averlo. Tuchel lo soffre ma non può farne a meno. Si aggira per il campo con postura regale, sembra non sudare mai. Sarebbe piaciuto a Di Stefano

Bellingham e il suo calcio libero, antidoto naturale alle gabbie tattiche di oggi

Dallas (Stati Uniti) 17/06/2026 - Mondiali di Calcio 2026 / Inghilterra-Croazia / foto Witters/Image Sport nella foto: esultanza gol Jude Bellingham

Bellingham non ha un ruolo e nemmeno vuole averlo

Il gol alla Norvegia è da cineteca. Un primo controllo di destro a seguire, in diagonale, che lo porta in area di rigore. Poi un altro ancora e ancora un altro, fino al tiro di sinistro a incrociare. Una rete sublime di un calciatore sublime che risponde al nome di Jude Bellingham. Giocatore meraviglioso e antidoto naturale al calcio ingabbiato da schemi e proiezioni geometriche.

Jude Bellingham, 23 anni, si aggira sui campi da calcio con fare da provocatore. Non ha un ruolo Jude. E probabilmente nemmeno vuole averlo. Ma sa giocare a pallone. E lo sbatte in faccia a chi concepisce il calcio come geometria. Alle critiche di Tuchel cui non è piaciuta la prestazione dei suoi contro la Norvegia, ha risposto con parole che sono un manifesto politico dei resistenti del football:

“forse non sa cosa vuol dire giocare in quelle condizioni contro Erling Haaland, Odegaard, Nusa, Sorloth… non sono una squadra facile contro cui giocare. Non puoi vincere ogni partita facendo scoppiare la palla e facendo 1.000 passaggi, a volte devi vincere sporco e l’abbiamo fatto oggi.”

Si è temuto che Tuchel non lo convocasse

La differenza plastica tra chi a calcio gioca e chi il calcio lo studia e lo pensa. Entrambi bravissimi nel proprio ruolo. Ma profondamente diversi. I due non si amano. Tuchel lo ha spesso criticato, forse per provocarlo. A un certo punto si è temuto che nemmeno lo convocasse. Poi, anche l’allenatore si è arreso alla realtà. Jude al Mondiale non solo ci è andato, si è preso la numero 10 dell’Inghilterra e ne è il trascinatore (insieme con Harry Kane of course).

Jude è diverso da Harry Kane che è un grande giocatore di stampo classico. Si aggira per il campo con postura regale. Il calciatore che sembra non sudare mai. Abbiamo la sensazione che sarebbe piaciuto molto ad Alfredo Di Stefano. A questi Mondiali ha già segnato sei reti: due doppiette al Messico e al Norvegia, uno alla Croazia e uno a Panama. Sei gol, tutti su azione. Nemmeno un rigore, quelli li calcia Harry Kane. Né una punizione. Sei gol, tutti diversi. Ha mostrato tutto il suo repertorio. Ha segnato da corner. Di testa in tuffo. Partendo da dietro, ovviamente. Dopo una discesa travolgente sulla destra. Da opportunista dell’area, come nell’occasione del 2-1 alla Norvegia.

Harry Kane

Bellingham non può giocare con quegli allenatori che devono controllare tutto. L’Equipe fa notare che, appena può, Tuchel si sottare al coro di elogi per Jude. Non del tutto, ovviamente, altrimenti diventerebbe un caso. Improvvisamente stanotte, nel post-partita-, ha cominciato a elogiare l’ingresso in campo di Morgan Rogers come centrocampista difensivo all’89° minuto: “Penso che non sia stato facile per Morgan non giocare nella sua posizione preferita (numero 10) . Ma è uno dei miei giocatori chiave. Sono molto contento della sua prestazione.” Come a dire, lui – a differenza di Jude – si sacrifica. I celebri equilibri.

Bellingham ha vissuto una stagione da urlo al Madrid con Ancelotti, la prima. Vinse tutto. Segnò 19 gol in Liga e 4 in Champions. Giocava da zero zero dieci, battitore libero con licenza di segnare. Il James Bond del pallone. Poi è arrivato Mbappè e sono stati dolori per qualsiasi allenatore oltre che per Jude. Non c’è schema che possa prevederlo. Se vuoi avere i suoi gol, non hai altra scelta che lasciarlo libero di scorrazzare per il terreno di gioco. Gli allenatori di oggi soffrono di fronte a calciatori così, anche quando grazie a loro sei in semifinale Mondiale e puoi cominciare ad accarezzare il sogno di vincerlo.