“Infantino è il presidente FIFA più indegno di sempre”: l’ex numero uno del calcio tedesco lo demolisce sul caso Trump-Balogun
Theo Zwanziger, ex presidente della Federcalcio tedesca: "Cerca solo il business e la complicità con i potenti. Avrebbe dovuto respingere subito e pubblicamente la telefonata di Trump"

FIFA president Gianni Infantino gives a thumbs up ahead of the 2026 World Cup Group D football match between USA and Paraguay at the Los Angeles Stadium in Inglewood on June 12, 2026. (Photo by Patrick T. Fallon / AFP)
Le parole più dure sul caso Balogun arrivano dalla Germania. In una lunga intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, Theo Zwanziger, ex presidente della Federcalcio tedesca, definisce Gianni Infantino “il presidente FIFA più indegno di tutti i tempi”, reo di aver perso ogni legame con la base “con la sua smisurata ricerca del business, i biglietti a prezzi esorbitanti e la complicità con i potenti del mondo”.
Il caso Trump-Balogun: «Andava respinto subito»
Il punto, per Zwanziger, è la telefonata con cui Donald Trump ha spinto per la revoca del cartellino rosso a Folarin Balogun, poi effettivamente cancellata dalla “commissione disciplinare indipendente”. “Avrebbe dovuto respingere subito e pubblicamente la telefonata di Trump”, accusa l’ex dirigente.

Che porta un paragone dal passato tedesco: nel 2002 con Ballack (in ballo la finale) e nel 2006 con Frings (la semifinale) la Germania visse situazioni analoghe di squalifiche pesanti. “Si immagini se Schröder e Merkel avessero telefonato a Blatter dicendo: verificate, quello deve giocare. Assolutamente impensabile”. Anzi, ricorda che il DFB con Blatter ci parlò davvero, ricevendo un secco: “Queste sono le regole, e basta”. Il problema, dunque, non è la pressione politica in sé, ma un presidente FIFA che la lascia entrare e non la rende pubblica — al punto che Infantino ha poi confermato la telefonata rivendicando l’“indipendenza” dei suoi organi.
“Come lo scandalo arbitrale, ma stavolta non paga nessuno”
Zwanziger spinge il confronto fino allo scandalo delle partite truccate che colpì la Germania nel 2004/2005: “L’arbitro che manipolava fu squalificato a vita e finì in carcere. Infantino? A lui non succederà nulla”. Il clamore, prevede, passerà in fretta e nessuno chiederà davvero conto ai dirigenti: “Continueranno a barcamenarsi e a far girare la macchina dei soldi”. Se la FIFA avesse una commissione etica “seriamente indipendente”, aggiunge, dovrebbe sospendere Infantino all’istante; e ricorda come il presidente di quella commissione, il giudice Eckert, fu rimosso proprio da Infantino: “Ora si capisce il perché“. Una deriva già raccontata da chi, come lo stesso Blatter, ha ironizzato sul fatto che la Coppa del Mondo sia ormai “alla Casa Bianca”.
“La UEFA protesti pure, ma dove sono le conseguenze?”
L’ex presidente non risparmia nemmeno le mezze misure europee. La UEFA ha diffuso una nota durissima, “ma dove sono le conseguenze?“. La sua provocazione è netta: nei quarti giocavano sei squadre europee, “dovrebbero dire: a queste condizioni non giochiamo più”.

L’unica a mostrare un po’ di coraggio, osserva, è la presidente della federazione norvegese Lise Klaveness, ma “non vedo come il coraggio di pochi possa diffondersi”. Il resto è la fotografia di una FIFA che, ai suoi occhi, ha smarrito i valori dello sport: non a caso Infantino ha fatto di Trump un vincitore del “Premio per la Pace”. “Ecco dove porta la complicità”. Parole che pesano, e che si sommano al fronte sempre più ampio di chi, dopo il caso Balogun, descrive un Infantino ormai “anatra zoppa”. Con una differenza, avverte Zwanziger: dalle critiche, difficilmente si trarrà qualche conseguenza.