Per Manna sarà l’estate della maturità
Dopo il biennio Conte, che gli diede del giovane, sarà in prima linea. Dovrà proteggere Allegri (quando verrà). Ma da lui ci si aspetta anche che lasci il segno come ha fatto alla Next Gen Juve (dove c'era anche Tognozzi)

3ED1N9E Como, Italy. 02nd May, 2026. Giovanni Manna, director of sport of Ssc Napoli looks on during the Serie A match beetween Como 1907 and Ssc Napoli at Stadio Giuseppe Sinigaglia on May 2 2026 in Como Italy . Credit: Marco Canoniero/Alamy Live News
Ha avuto un ruolo nell’operazione Allegri
È l’estate di Manna. È il suo esame di maturità. A 37 anni, il ds del Napoli è al suo primo vero anno in prima linea dopo il biennio con Conte. Conte gli diede del giovane che in Italia è sinonimo di acerbo, quindi non ancora pronto. Dopo due anni, però, e un passato alla Juventus in cui ha costruito la Next Gen e cioè ha creato le uniche fonti d’entrata del club bianconero, Manna è pronto al salto di qualità. O quantomeno ad affrontare l’esame di maturità.
Ha avuto un ruolo nell’operazione Allegri. Non il ruolo che i media provano ad attribuirgli, ha deciso De Laurentiis. È stato il presidente a cambiare idea. Però Manna non ha mai nascosto la sua preferenza per il livornese. Da qui a dire che si è imposto, ci passa l’Oceano Atlantico e possiamo aggiungere anche quello Pacifico.

Juventus’ Italian coach Massimiliano Allegri looks on prior the Italian Cup Final between Atalanta and Juventus at the Olympic stadium in Rome on May 15, 2024. (Photo by Filippo MONTEFORTE / AFP)
Ora, però, Allegri c’è. O meglio si spera che ci sarà. Ma facciamo come se ci fosse. Manna avrà un ruolo determinante. Allegri non è Conte, non fa reparto da solo. Ha bisogno di protezione. Avrebbe bisogno di protezione anche politica (ma quella, abbiamo capito, è una casella che il Napoli non riempirà mai). Almeno però gli va garantita quella all’interno della società.
La Gazzetta dello Sport scrive:
“L’estate di Manna sarà piuttosto complicata, per il Napoli deve vendere prima di poter pensare agli eventuali rinforzi. Però è chiaro che il grosso del lavoro va fatto adesso, anche per non rischiare di perdere subito gli obiettivi considerati prioritari dal direttore sportivo azzurro”.
Manna è l’uomo della Next Gen Juventus
Sarà l’estate della maturità. Dovrà far quadrare i conti e dovrà mettere a disposizione dell’allenatore la miglior squadra possibile, la rosa che più si avvicina ai suoi desideri.
Al momento è impegnato su due fronti: Gila e Molina. Gila è su un binario diciamo spento, come del resto il contratto di Allegri. Per Molina deve superare la concorrenza della Roma e magari può farlo – scrive la Gazzetta – appoggiandosi a Olivera.

Ma al di là dei singoli calciatori, il nodo è che Manna deve anche provare a lasciare il segno. Così come ha fatto a Torino. Anche se i ben informati dicono che a scoprire Yildiz è stato Matteo Tognozzi. È vero. Arrivò alla Juve a parametro zero, un colpo alla Marotta. Ma c’era anche lui. E con Tognozzi e Manna arrivarono anche Soulé, Fagioli, Miretti, Iling-Junior, Huijsen. Il senso è che De Laurentiis da lui probabilmente si aspetta questo, o anche questo. È vero che il Napoli non è la Next Gen ma è anche vero che i grandi club europei investono tanto sui giovani e sui giovanissimi (e li fanno giocare).
Con l’arrivo di Allegri, Manna non ha più protezioni. Com’è giusto che sia, anche nel suo interesse.