Il calcio è cambiato, i nuovi continenti sono cresciuti ma ai Mondiali domina sempre l’Europa
Sei Nazionali europee tra le prime otto. Solo in tre casi, dal 1986, ne ha portate meno di cinque. Il calcio africano e quello asiatico sono cresciuti ma manca ancora qualcosa per l'exploit definitivo (a parte il Marocco)

Mg New York (Stati Uniti) 30/06/2026 - Mondiali di Calcio 2026 / Francia-Svezia / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Kylian Mbappe'
I Mondiali non sono cambiati, almeno negli ultimi quarant’anni. Quest’anno agli ottavi sono presenti sei Nazionali europee (Francia, Belgio, Spagna, Svizzera, Inghilterra, Norvegia), una sudamericana (Argentina) e un’africana (Marocco).
Europa con sei Nazionali ai quarti dei Mondiali, record negativo del Sudamerica
Dal 1986, solamente in tre casi l’Europa è stata rappresentata da meno di cinque nazioni: nel 2002, nel 2010 e nel 2014. Ma nel primo caso, la Corea del Sud aveva preso il posto dell’Italia a causa dell’arbitro Byron Moreno, corrotto. Il 2010, in Sudafrica, fu un Mondiale disastroso per le europee: appena tre Nazionali (Germania, Spagna, Olanda) tra le prime otto; un record negativo che non si è poi più ripetuto fino ad oggi. Trionfarono le sudamericane, ne erano quattro (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay).
Non possono dire lo stesso dei Mondiali 2026, poiché era dal 2002 che non si qualificava una sola Nazionale sudamericana ai quarti di finale; all’epoca fu il Brasile (che poi vinse), oggi è l’Argentina. La Colombia stava per annullare questo record negativo, ma ha perso ai rigori contro la Svizzera.

C’è predominanza europea anche nelle sorprese
Resta, dunque, la predominanza europea, con le big Inghilterra e Francia su tutte: c’è sempre stata, dal 1986, almeno una delle due tra le prime otto del mondo, tranne nel 1994 e nel 2010.
Non passa inosservata la crescita del Marocco, che dopo aver vinto l’ultima Coppa d’Africa, è di nuovo riuscita a qualificarsi ai quarti come era accaduto quattro anni fa, nel 2022. Da sottolineare anche il percorso di Svizzera e Norvegia; la prima non andava così lontano in una Coppa del Mondo dal 1954, mentre la seconda non aveva mai raggiunto la fase a eliminazione diretta. Per loro i Mondiali sono cambiati.
Quel che è cambiato, è che sono cresciuti gli altri continenti. Il valore medio del calcio africano così come quello del calcio asiatico è cresciuto. Ma non al punto da concretizzarsi in un exploit storico. Al momento, l’unico exploit restano le semifinali del Marocco quattro anni fa. L’Egitto ha sfiorato una sensazionale vittoria sull’Argentina. Il Senegal aveva quasi mandato a casa il Belgio. La versa sorpresa è stata la Norvegia, ancora una squadra europea, che ha sconfitto il Brasile. Al momento, quindi, la cara vecchia Europa regge nonostante le defezioni di Italia e Germania. L’Europa regge con sei squadre ai quarti e almeno tre favorite per la vittoria finale: Francia, Spagna e Inghilterra.