Dall’entusiasmo alla panchina che scotta: il Belgio pensa già di scaricare Garcia. E spunta Thierry Henry

Fino a pochi giorni fa era l'uomo che aveva resuscitato i Diavoli Rossi, imbattuto e ammirato. Poi l'eliminazione col Mondiale in tasca ha ribaltato tutto.

Dall’entusiasmo alla panchina che scotta: il Belgio pensa già di scaricare Garcia. E spunta Thierry Henry

Ps Los Angeles (Stati Uniti) 21/06/2026 - Mondiali di Calcio 2026 / Belgio-Iran / foto Psnewz/Image Sport nella foto: Rudi Garcia

Quanto è breve la memoria del calcio. Solo qualche settimana fa Rudi Garcia era l’allenatore che aveva rimesso in piedi il Belgiole “coccinelle”, il consiglio dei saggi e 18 gare da imbattuto, con tutti — noi compresi — pronti a elogiarne il lavoro. Oggi, come racconta Tuttosport, quello stesso Garcia rischia di perdere la panchina. La parabola si è invertita nel giro di una partita.

Garcia e il Belgio: i dubbi dopo l’eliminazione

Il tecnico ha ancora un contratto valido per dodici mesi, ma la conferma non è affatto scontata. Interpellato sul suo futuro, ha glissato (“Ora non è tempo di parlare di queste cose”), mentre nella Federcalcio belga — scrive il quotidiano — serpeggiano dubbi sulle sue reali capacità. Pesa il modo in cui è arrivata l’uscita dal torneo, con le polemiche sui cambi: dal caso Courtois (“non volevo uscire, ha deciso Garcia”) fino agli attacchi pesanti, come quello di Ibrahimovic (“dovrebbe vergognarsi”). Il vento, insomma, è cambiato del tutto.

Courtois Champions

Il curriculum sotto accusa (e c’è anche Napoli)

Tuttosport rincara la dose sul percorso dell’allenatore, definendone “disastroso” il curriculum recente: dopo aver vinto una Ligue 1 quindici anni fa e la Coppa di Francia (2011), avrebbe poi collezionato soprattutto delusioni tra Roma, Marsiglia, Lione, Al Nassr e — sì — anche Napoli. Un giudizio tranchant che, per i tifosi azzurri, riapre una vecchia ferita: eppure proprio noi, dopo questo Mondiale, avevamo ricordato che a Garcia andrebbe restituito un po’ d’onore, viste le circostanze in cui lavorò sotto il Vesuvio. Segno di quanto le narrazioni, in questo mestiere, cambino a seconda dell’ultimo risultato.

Il nome per il dopo: “Titi” Henry

Thierry Henry Mbappé

 

Intanto la macchina delle alternative si è già messa in moto. Come possibile successore circola un nome pesante: Thierry Henry, altro francese, che il Belgio lo conosce bene — dal 2016 al 2018 fu assistente dell’allora ct Roberto Martinez, negli anni d’oro della generazione dorata. Un profilo da bandiera, agli antipodi rispetto a un Garcia oggi finito nel mirino. Nulla è deciso — anche perché il futuro di alcuni big, a partire da un De Bruyne reduce dall’infortunio, peserà sul nuovo ciclo —, ma il messaggio dalla Federazione è nitido: la luna di miele con Garcia è già finita. E stavolta, a differenza di Napoli, difficilmente qualcuno correrà a restituirgli l’onore.