La FIFA mette in vendita le zolle del campo della finale, e il New Jersey insorge: “Toglietevi dal nostro terreno, letteralmente”

Finiti i Mondiali, resta l'ultima polemica: pezzi del prato su cui hanno giocato Spagna e Argentina finiscono in vendita come cimeli da collezione. Ma quel campo l'hanno pagato i contribuenti dello Stato. Ne nasce uno scontro istituzionale, con tanto di minaccia di azioni legali.

La FIFA mette in vendita le zolle del campo della finale, e il New Jersey insorge: “Toglietevi dal nostro terreno, letteralmente”

Workers water the newly installed pitch at New York New Jersey Stadium (temporarily renamed from MetLife stadium) ahead of the 2026 FIFA World Cup, in East Rutherford, New Jersey on May 7, 2026. (Photo by CHARLY TRIBALLEAU / AFP)

Mondiali 2026 si sono chiusi con il trionfo della Spagna, ma prima ancora dell’ultimo atto c’era stato tempo per un’altra grana. Come riporta The Athletic, la FIFA ha deciso di mettere in vendita, sul proprio store ufficiale, alcune porzioni del terreno di gioco del MetLife Stadium — quello calpestato in finale — come cimeli da collezione. E la governatrice del New Jersey, Mikie Sherrill, è insorta.

L’affare da (presunti) 11 milioni

I cimeli, prodotti dalla società britannica Keep Stub, sono offerti in quattro versioni fino a 3.000 dollari l’una, ciascuna limitata a 2.026 esemplari: se andassero esauriti, genererebbero oltre 11,2 milioni di dollari. Il problema è che quel campo lo hanno finanziato i contribuenti: la New Jersey Sports and Exposition Authority (NJSEA), ente pubblico, ha speso 13,04 milioni di dollari per renderlo conforme agli standard FIFA. Dal punto di vista dello Stato, insomma, il New Jersey ha pagato i costi e la FIFA incassa i profitti — un copione familiare in un Mondiale record che ha superato i 10 miliardi di dollari di ricavi.

La rabbia del New Jersey (bipartisan)

Il portavoce della governatrice, Steve Sigmund, l’ha messa così a The Athletic:

“Come ha detto la Governatrice, il New Jersey ha pagato diversi milioni di dollari per l’intero costo del terreno di gioco del MetLife Stadium, quindi i contribuenti del New Jersey dovrebbero condividere qualsiasi ricavo”.

Sulla stessa linea, in modo trasversale, anche i Repubblicani. Durissimo il deputato Mike Inganamort:

“La FIFA deve togliersi dal nostro terreno, letteralmente. I contribuenti del New Jersey hanno finanziato 13 milioni di dollari di lavori al MetLife Stadium, compresa la sostituzione del manto sintetico con l’erba naturale. La New Jersey Sports and Exposition Authority detiene il contratto di locazione del terreno dello stadio: si tratta di una proprietà statale. La FIFA non può semplicemente vendere il terreno di gioco senza autorizzazione. Quello che sta accadendo non è soltanto un cattivo affare per i contribuenti del New Jersey, è illegale. L’amministrazione Sherrill deve utilizzare ogni strumento a sua disposizione per impedire alla FIFA di vendere il nostro campo, compresa la richiesta di un’ingiunzione”.

E ancora, senza sconti: “È erba coltivata negli Stati Uniti, pagata dai contribuenti del New Jersey e installata in un complesso di proprietà dello Stato. Deve andare a beneficio dei contribuenti del New Jersey, non della FIFA. La Coppa del Mondo è stata finanziata dai contribuenti del New Jersey e loro ci hanno calpestati: questo è l’insulto finale. È arrivato il momento che questa amministrazione tenga testa alla FIFA”.

La replica della FIFA: “11 milioni? Categoricamente falso”

La federazione, però, respinge le accuse e ridimensiona il proprio ruolo. Un portavoce ha spiegato a The Athletic:

“Per chiarire, l’iniziativa di vendita del terreno di gioco è guidata dalla città ospitante e non rappresenta una fonte di ricavi per la FIFA, come erroneamente riportato. La FIFA riceve una royalty simbolica (inferiore al 5%) per l’utilizzo della propria proprietà intellettuale, mentre una quota maggiore dei ricavi va al NYNJ Host City Committee. Inoltre, per questo programma verranno utilizzate soltanto circa cinque yard di terreno di gioco. Le affermazioni secondo cui la FIFA ricaverebbe 11 milioni di dollari sono categoricamente false”.

Il conto di New York e New Jersey

Al netto delle cifre contestate, resta la fotografia: due Stati che hanno investito centinaia di milioni per ospitare l’evento — il New Jersey ha contribuito con 50 milioni, più oltre 37 spesi per i lavori al MetLife — nella speranza di rientrare grazie a un impatto economico regionale stimato in circa 3,3 miliardi. Una nuova puntata della saga sui rapporti tra la FIFA e il denaro pubblico, in un torneo già segnato dall’impronta di Trump e Infantino, tra montepremi faraonici e tensioni istituzionali ai massimi livelli. Perché anche l’ultimo lembo d’erba, a quanto pare, ha un prezzo.