Mazzarri fatto a pezzi in Grecia dall’allenatore avversario: “Non mi ha dato la mano, urla e fuma in panchina. Per me vale zero”

Dopo l'1-1 tra Iraklis e Atromitos, il tecnico bosniaco Dusan Kerkez travolge l'ex Napoli con un attacco personale rarissimo tra colleghi: mancato saluto, proteste all'arbitro e la sigaretta elettronica in panchina. Il tutto senza voler "nemmeno pronunciare il suo nome".

Mazzarri fatto a pezzi in Grecia dall’allenatore avversario: “Non mi ha dato la mano, urla e fuma in panchina. Per me vale zero”

Mi Napoli 21/10/2010 - Europa League / Napoli-Liverpool / foto Marco Iorio/Image Sport nella foto: Walter Mazzarri

Che Mazzarri attaccato in Grecia potesse diventare un caso, era difficile da immaginare. Eppure, al termine dell’1-1 tra Iraklis Salonicco e Atromitos, l’allenatore ospite, il bosniaco Dusan Kerkez, ha riservato al tecnico toscano parole durissime, di quelle che raramente si sentono tra colleghi di un certo livello. Il tutto — è bene precisarlo — è la versione del solo Kerkez: la replica di Mazzarri, al momento, non è arrivata.

Mazzarri attaccato in Grecia: l’accusa del mancato saluto

Kerkez, 50 anni, ex centrocampista della nazionale bosniaca e alla seconda stagione all’Atromitos, ha sostenuto che l’ex allenatore del Napoli si sarebbe rifiutato di stringergli la mano a fine gara, usando un paragone tanto forte quanto sgradevole: lo avrebbe trattato “come uno zingaro” (termine che riportiamo perché parte della citazione, ma che resta un’espressione offensiva). Come modello di comportamento opposto, il bosniaco ha citato José Luis Mendilibar, tecnico appena esonerato dall’Olympiakos.

 

“L’allenatore dell’Iraklis… non voglio nemmeno pronunciare il suo nome. È stato un buon allenatore, ma è forse un esempio per noi più giovani? Mendilibar non sapeva l’inglese, ma era un signore, si presentava sempre con rispetto. Io sono andato a stringergli la mano e non me l’ha data. E poi le urla contro l’arbitro? Protestava di continuo, invece di dare l’esempio a 65 anni.”

La polemica sulla sigaretta elettronica

Non è finita: Kerkez ha portato lo scontro sul piano dei comportamenti personali, tirando in ballo anche il fumo.

“E la sigaretta in panchina? Non si può fumare neanche nei ristoranti, e lui fumava in panchina. Ma queste cose non le vedono? Rispetto l’Iraklis, è un club storico, ma quell’uomo, da parte mia, ha zero rispetto. Può anche aver vinto dieci trofei: per me vale zero.”

L’accusa sul fumo non nasce dal nulla. Già alla seconda giornata, contro il Volos, le telecamere avevano ripreso Mazzarri mentre svapava a bordocampo dando indicazioni ai suoi, salvo poi essere espulso per proteste e continuare a fumare dagli spalti. Del resto la sigaretta è da sempre un tratto del personaggio: già ai tempi del Napoli avevamo raccontato come, rispetto agli esordi, avesse abbassato la voce e sostituito le sigarette con quella elettronica.

Mazzarri

 

L’avventura greca partita in salita

Il quadro è quello di un avvio complicato. Dopo quattro giornate l’Iraklis naviga a metà classifica (una vittoria, due pareggi e una sconfitta), e il pari in rimonta con l’Atromitos non ha certo pacificato gli animi. Per Mazzarri è un nuovo capitolo lontano dall’Italia, sposato in estate con entusiasmo — al punto da sognare di portare a Salonicco Lorenzo Insigne, tredici anni dopo il Napoli. Proprio a Napoli, dove il suo primo ciclo resta nella memoria e il secondo si era chiuso con l’esonero, in molti continuano a citarlo: non a caso, c’è chi paragona proprio a quel Napoli alcune difficoltà attuali. La Grecia, per ora, gli sta regalando più polemiche che applausi.