Mondiale in America, la Fifa Infantino ha superato i 10 miliardi di dollari di ricavi (il doppio di Qatar 2022)

Ne scrive Athletic: "È il primo evento sportivo della storia a riuscirci. Sarà difficile replicare questi guadagni ai prossimi Mondiali e, per questo, le partite potrebbero passare da 104 a 128"

Mondiale in America, la Fifa Infantino ha superato i 10 miliardi di dollari di ricavi (il doppio di Qatar 2022)

President of FIFA Gianni Infantino speaks next to the trophy during the 2025 FIFA Club World Cup Draw ceremony in Miami on December 5, 2024. (Photo by Giorgio VIERA / AFP)

Le previsioni di Infantino si sono rivelate giuste e da questo Mondiale uscirà rafforzato in maniera titanica. Da manager aveva un compito: massimizzare i profitti. E da manager quel compito lo ha assolto alla perfezione. Le remore morali non appartengono a questa sfera di esistenza, in cui ciò che conta è il funzionamento dell’azienda calcio. E, fondamentalmente, è giusto così, guardando dal loro punto di vista. L’Athletic analizza proprio questo aspetto di un Mondiale che ha stracciato qualsiasi record esistente.

Un Mondiale da record

Il presidente della Fifa Gianni Infantino

Si legge su Athletic:

Il doppio del Qatar (furono raccolti 5,8 miliardi di dollari), è ciò che il presidente della Fifa Gianni Infantino ha previsto pubblicamente per il Mondiale 2026. Ovvero, il primo evento sportivo della storia capace di superare i 10 miliardi di dollari di ricavi. La Fifa  è abituata a valorizzare al massimo i propri eventi, ma oggi non esiste nulla di paragonabile alla Coppa del Mondo.

I Giochi Olimpici estivi erano stati per lungo tempo il paragone più vicino, ma l’ultima edizione, disputata nella capitale francese Parigi due anni fa, ha generato poco più di 5 miliardi di dollari di ricavi. Per quanto riguarda il calcio, invece, il più recente Campionato Europeo, giocato nella stessa estate in Germania, ha prodotto 2,9 miliardi di dollari.”

Per Athletic, l’altissimo costo dei biglietti non ha comunque impedito il grande afflusso di pubblico: oltre 6 milioni di spettatori hanno varcato i cancelli degli stadi, tutti disposti ad accettare il prezzo elevato dell’esperienza. Ulteriori guadagni sono arrivati dalla piattaforma di rivendita, attraverso la quale la Fifa incassa due commissioni del 15% su ogni vendita. La Fifa, ovviamente, è già consapevole che potrebbe volerci tempo prima che un altro Mondiale riesca a garantire ricavi simili dalla vendita dei biglietti.

La questione sponsor

Va da sé che un Mondiale disputato negli Stati Uniti porta vantaggi enormi dal punto di vista degli sponsor, soprattutto rispetto a un torneo ospitato in Qatar. Secondo The Athletic, oltre ai principali partner commerciali della Fifa, come Adidas, Coca-Cola, Visa, Aramco e Hyundai, che pagano tra gli 80 e i 100 milioni di dollari all’anno nei loro accordi a lungo termine, questo Mondiale ha potuto contare su una lista di sponsor, tra cui Bank of America e McDonald’s, che hanno versato fino a 100 milioni di dollari per associare il proprio marchio alla competizione.

Anche gli stessi spettatori americani hanno dato il loro contributo, mostrando una partecipazione all’evento mai vista prima: l’eliminazione agli ottavi di finale della nazionale statunitense contro il Belgio è stata seguita da un record di 30 milioni di spettatori sulla rete nazionale Fox.

A nord del confine, Bell Media ha registrato una media di 5,4 milioni di spettatori per la sconfitta del Canada contro il Marocco nella stessa fase del torneo, definendola il pubblico più alto mai registrato per una partita della nazionale canadese.

I limiti europei e la crescita di Medio Oriente e Nord Africa

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I Mondiali che si disputeranno nel 2030 tra Marocco, Portogallo e Spagna presentano alcune problematiche dal punto di vista dei diritti televisivi.

Una decisione della Commissione Europea, contro la quale la Fifa aveva presentato senza successo un ricorso nel 2011, ha stabilito che il Mondiale deve essere disponibile per tutti gli spettatori televisivi e non può essere collocato esclusivamente dietro un paywall.

Questa situazione ha lasciato le emittenti gratuite, come BBC e ITV nel Regno Unito, in possesso dei diritti televisivi in un mercato ristretto e poco competitivo. È proprio per questo motivo che il peso dei diritti televisivi venduti in Europa sta diminuendo: nel ciclo 2007-2010 rappresentavano il 50% dei ricavi televisivi, mentre oggi sono scesi al 31%.

La Fifa, inevitabilmente, vede maggiori opportunità altrove. I ricavi derivanti dai diritti televisivi nella regione Mena (Medio Oriente e Nord Africa) sono cresciuti del 70% tra il 2014 e il 2022, un periodo nel quale il Mondiale in Qatar ha portato la competizione proprio in quell’area geografica.

Riusciranno a mantenere questi standard? Difficile, soprattutto nel prossimo Mondiale. Per compensare il calo previsto dagli incassi della biglietteria potrebbe essere necessaria un’ulteriore espansione, passando dalle attuali 104 partite a 128.