La lezione del Como al calcio italiano: niente trasferte all’estero, ma chiama il mondo in riva al lago
Libero esalta la scelta della squadra di Fabregas che, mentre Inter, Milan e Juve inseguono i soldi all'estero, rovescia l'idea e organizza in casa con un torneo estivo che è anche un manifesto.

Fp Cremona 24/05/2026 - campionato di calcio serie A / Cremonese-Como / foto Fabrizio Patrucco/Image Sport nella foto: Cesc Fabregas
Sono tornate le tournée, e mentre Inter, Milan e Juventus volano tra Hong Kong, Australia e Indonesia a caccia del bottino garantito dagli sponsor, c’è chi fa l’esatto contrario. Lo racconta Claudio Savelli su Libero: il Como non va a cercare i soldi lontano, prova ad attirarli a sé, portando il mondo in riva al lago.
La Como Cup, l’anti-tournée
Dal 28 luglio al primo agosto il Como ha invitato cinque squadre internazionali sul Lario per quella che è, più che una serie di amichevoli, una “specie di torneo”. Ci saranno l’Al-Ula, neopromossa nella Saudi Pro League; il Crystal Palace, fresco campione di Conference League; il Lens, terzo nell’ultima Ligue 1; il Villarreal e il Famalicão, sorpresa dell’ultima Primeira Liga portoghese. Una saudita e le quattro europee più performanti in relazione ad aree e potenzialità, proprio come il Como. La formula ricorda i vecchi tornei estivi: sei squadre in due gironi da tre, mini-partite da 45′ in serata, poi finali da 90′ per assegnare i vari piazzamenti.
Non solo amichevoli: preparare una stagione storica
Per Savelli non è soltanto un modo per garantire a Fàbregas delle amichevoli di spessore: serve a preparare seriamente una stagione storica, la prima in Europa, direttamente in Champions League, per un club che dalla Serie D è arrivato in vetta in sette anni. Un club che ormai se la gioca con i grandi: un anno fa, non a caso, l’Inter si cucì lo scudetto proprio a Como, e solo in rimonta.
Il modello: il club che valorizza il territorio (e viceversa)
Ma la Como Cup, scrive Libero, è soprattutto la sintesi perfetta di un’idea: il club che valorizza il territorio in cui opera e il territorio che aiuta il club a crescere. Meglio agire da padroni di casa che da ospiti — anche a leggere la nuova curva in costruzione, prova che gli stadi, quando c’è intesa tra pubblico e privato, si fanno, e pure in fretta. E poi c’è il turismo: il Como offre direttamente pacchetti da tre notti con i biglietti delle partite e benefit premium a partire da 490 euro a persona. Una logica che il club ha messo da tempo nero su bianco, quando il presidente Suwarso spiegava che il Como serve ad accrescere il brand “Lago di Como”. Insomma: mentre i grandi rincorrono i dollari dall’altra parte del pianeta, il Como se li fa venire a casa. E, come chiosa Libero, dà una piccola lezione al calcio italiano.