Come cambia la narrazione di Pavard: nessuno lo vuole e adesso diventa “l’uomo in più” dell’Inter

È tornato all'Inter come un pacco usato che nessuno vuole. E ora è cominciata la riabilitazione mediatica. Tempo una settimana e diventerà il Maldini dell'Inter (calciatore ovviamente, non il dirigente che vuole Pirlo ct)

Come cambia la narrazione di Pavard: nessuno lo vuole e adesso diventa “l’uomo in più” dell’Inter

Db Riyadh 19/12/2025 - Supercoppa Italiana / Bologna-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Giuseppe Marotta

Quanto è bello Pavard

È meraviglioso assistere al rapporto tra l’Inter, l’interismo e i media italiani. Tutto quel che di negativo riguarda il club di Marotta viene edulcorato con un programmino che gira in automatico. E il mondo Inter viene: impupazzato, imbellito, improfumato. Ora è il caso di Pavard difensore francese che l’Inter per disperazione aveva spedito al Marsiglia. Ora è tornato come un pacco usato e nessuno lo vuole. Poiché l’Inter quest’estate sul mercato ha preso tante di quelle porte in faccia – da Palestra a Khalaili – che la metà basta, ecco che forse Pavard resta con Chivu, anche perché nessuno lo vuole. E allora la narrazione sta cominciando a virare. Pavard giorno dopo giorno, ora dopo ora, sta diventando una risorsa. Poi risorsa preziosa. Sempre più affidabile. Fino a diventare – tra qualche giorno – il Paolo Maldini interista. Calciatore si intende, non il dirigente che vuole portare Pirlo in Nazionale (il solo pensiero provoca dolore lancinanti).

Napoli Olivera

Da esubero a jolly prezioso

Ecco cosa scrive oggi la Gazzetta:

“il disegno iniziale del club, per quanto riguarda invece Pavard, a causa di qualche incomprensione al tramonto della stagione 2024-25 e soprattutto di un contratto pesantissimo da 5 milioni netti a stagione, era quello di trovare una nuova destinazione a seguito del mancato riscatto dell’OM. Ma solo a titolo definitivo, senza correre il “rischio” di ritrovarsi il francese in rosa una terza volta”.

Attenzione, però, le cose cambiano. Il Giornale, con una dose di sarcasmo, lo definisce jolly prezioso. Con la verità all’ultimo rigo: “sempre meglio che darlo in prestito”.