Caso Balogun, Tebas attacca Infantino: “I congressi Fifa sono grandi messinscene”
Il presidente della Liga: "La revoca della squalifica è solo la punta dell'iceberg. I Congressi della Fifa sono: grandi messinscene di unanimità, nessun dibattito reale e decisioni che arrivano già chiuse prima che inizi la votazione"

The president of the Spanish football league 'La Liga', Javier Tebas, speaks as he takes part in the forum “Defense of the European Football Ecosystem”, organized by La Vanguardia journal, on March 16, 2023 in Barcelona. (Photo by Pau BARRENA / AFP)
Il caso Balogun continua a tenere banco ai Mondiali e non solo. L’espulsione, la squalifica poi revocata dopo telefonata di Trump ad Infantino, per stessa ammissione del presidente statunitense e la pioggia di comunicati tra Fifa, Uefa e lo stesso Belgio che ha presentato ricorso vedendoselo, però, respinto nelle ore antecedenti la gara.
Tebas: “Sta deteriorando la credibilità del calcio”

Ha preso posizione anche Javier Tebas, presidente de LaLiga. Ecco il suo messaggio:
“Il perdono della sanzione al giocatore statunitense Balogun non è un aneddoto né un errore isolato. È, semplicemente, la punta dell’iceberg di un modello di governance che da molti anni sta deteriorando la credibilità della Fifa e del calcio in generale.
Quando le norme possono essere interpretate o modificate a seconda della convenienza; quando le decisioni di maggiore rilevanza vengono adottate senza un vero dialogo e accordo con le leghe nazionali/domestiche, che sono coloro che sostengono il calcio professionistico per 365 giorni l’anno (la stragrande maggioranza dei club e dei giocatori professionisti non partecipa a competizioni internazionali); quando si impone un’agenda unilaterale senza ascoltare i principali attori del calcio, il problema smette di essere una risoluzione concreta e diventa il sistema.
I Congressi della Fifa sono: grandi messinscene di unanimità, nessun dibattito reale e decisioni che arrivano già chiuse prima che inizi la votazione. Non ci sono accordi con le leghe nazionali/domestiche, si approvano decisioni che danneggiano costantemente le stesse.

“Senza fiducia non c’è credibilità istituzionale”
Il caso del giocatore Balogun non fa altro che rafforzare questa percezione, è la punta dell’iceberg, inoltre se le regole vengono applicate costantemente con arbitrarietà, la fiducia svanisce. E senza fiducia non c’è credibilità istituzionale. E la cosa peggiore di tutte è che gran parte del mondo del calcio ne è consapevole, ma troppi preferiscono mantenere un silenzio complice.
Perché tacere risulta più comodo che difendere l’indipendenza, la trasparenza e una buona governance. Il calcio mondiale merita istituzioni che rendano conto, rispettino le regole e governino con trasparenza, non mediante decisioni unilaterali, discrezionali, arbitrarie… che erodono la fiducia dei tifosi, dei club, delle leghe e dei giocatori“.