Binaghi torna sul calcio italiano: “Rispetto la passione dei tifosi, non i dirigenti che l’hanno ridotto così”

Il presidente della Federtennis risponde alla Gazzetta che l'aveva paragonato a Kyrgios per la battuta sulla Nazionale: "Il calcio italiano è come Kyrgios: invece di interrogarsi sui propri limiti, preferisce spesso cercare un colpevole altrove".

Binaghi torna sul calcio italiano: “Rispetto la passione dei tifosi, non i dirigenti che l’hanno ridotto così”

Roma 01/02/2024 - Il Presidente della Repubblica incontra la squadra di Coppa Davis / foto Image Sport nella foto: Angelo Binaghi

Binaghi scrive alla Gazzetta

Il presidente della Federtennis Angelo Binaghi ha osato sfottere il disastro del calcio italiano e questo in Italia non è accettabile. La sua battuta dell’altro giorno “A che ora gioca la Nazionale? Mi sono distratto con Wimbledon” ha fatto molto rumore e ieri è stata criticata dalla Gazzetta che è salita in cattedra facendo la morale.

Oggi il presidente Binaghi scrive alla Gazza che gli pubblica la lettera senza neanche un richiamino-ino-ino in prima pagina (evidentemente Binaghi non è interista…).

Binaghi comincia dicendo che la sua era una semplice battuta.

“Perché lo sfottò, finché resta ironia, appartiene da sempre alla cultura dello sport”.

E ancora:

“Trovo curioso che in questo Paese si affrontino con drammatica leggerezza questioni ben più serie e non ci si possa concedere una risata su un movimento ricchissimo che, per l’ennesima volta, non è riuscito a qualificarsi per un Mondiale extralarge, lasciandoci ancora una volta assenti senza giustificazioni. Rispetto profondamente la passione di milioni di italiani per il calcio. Molto meno, fatta salva qualche eccezione, una classe dirigente che negli ultimi anni ha impoverito un patrimonio straordinario”.

“Noi del tennis lavoriamo a testa bassa e siamo rispettati in tutto il mondo”

Ricorda di essere cresciuto all’Amsicora e al Sant’Elia, sognando Gigi Riva e i suoi compagni: campioni, ma prima ancora persone serie.

“È anche per questo che continuo a voler bene al calcio, riservandomi il diritto di riderci sopra, soprattutto quando, come è accaduto qualche settimana fa, si cerca di farci tacere per aver semplicemente posto il tema della loro inadeguatezza”.

Zaniolo Gattuso

E poi il passaggio su Kyrgios.

“C’è però un passaggio che mi ha colpito. Lei (Garlando, l’autore del pezzo di ieri, ndr) ci invita a non fare come Kyrgios nei confronti di Sinner. Nel mondo reale, però, Sinner siamo noi: lavoriamo a testa bassa, vinciamo e veniamo rispettati in tutto il mondo. Kyrgios, semmai, somiglia al calcio italiano di questi anni: invece di interrogarsi sui propri limiti, preferisce spesso cercare un colpevole altrove. Se il calcio saprà riformarsi recuperando la serietà dei suoi protagonisti migliori, sarò, mi creda, il primo a festeggiare. Se invece continuerà a confondere l’ironia con l’irriverenza e ogni sorriso con una minaccia, rischierà di tornare d’attualità un celebre slogan degli anni Settanta: «Una risata li seppellirà»”.