Zola: “Qui pretendiamo che un ragazzo sia subito un Baggio”

A Tuttosport: "Meglio dare una chance ai nostri ragazzi C’è una differenza enorme tra noi e l’estero. Noi non accettiamo errori o difficoltà: pretendiamo che un ragazzo sia subito un Roberto Baggio o un Paolo Maldini"

Zola: “Qui pretendiamo che un ragazzo sia subito un Baggio”

Gianfranco Zola during the FIFA World Cup 2026 Qualifiers KO playoffs football match between Italy and Northern Ireland at New Balance Arena in Bergamo, Italy, on March 26, 2026. (Photo by Alessio Morgese/NurPhoto) (Photo by Alessio Morgese / NurPhoto / NurPhoto via AFP)

Intervenuto a TuttoSport, Gianfranco Zola ha espresso, con la lucidità che lo contraddistingue, il suo parere sullo stato attuale del calcio italiano. Le sue parole.

Zola i giovani e le differenze con l’estero

 

Sul timore di puntare sui giovani e la differenza con l’estero

“C’è una differenza enorme tra noi e l’estero. In Spagna o in Germania, quando intravedono potenzialità in un ragazzo, gli fanno fare un percorso con esperienze che lo miglioreranno. Compresi errori e difficoltà. Noi non lo accettiamo: pretendiamo che un ragazzo sia subito un Roberto Baggio o un Paolo Maldini”

Zola

Giochiamo 3-5-2 perché abbiamo poca classe, o abbiamo poca classe perché giochiamo 3-5-2?

“Non ne farei una questione di modulo: se hai due esterni offensivi, in realtà gli dai più libertà. Si tratta di capire i momenti della partita e quelli in cui provare una giocata: una volta chi non voleva rischiare si chiudeva e ripartiva. Ora fa girare palla all’inverosimile: è difensivismo lo stesso, declinato in modo diverso.”

Servono più formatori e meno allenatori?

“Certo. Ma prima della Primavera. Devono essere veramente bravi e qualificati quelli che lavorano coi piccoli, dagli 8-9 anni. Una volta quelle categorie le saltavi: giocavamo per strada, a 11-12 anni sapevi già muoverti. Però i tempi sono cambiati, da tanti punti di vista.”

Sugli stranieri e il suo coinvolgimento in Figc

Zola

Gli stranieri sono davvero un problema?

“Non ci possiamo fare niente, le regole sono queste. In Inghilterra ero io lo straniero, figuriamoci. Prima ancora ho beneficiato della presenza di grandi campioni: Maradona, Alemao, Asprilla. Ben vengano. Però devono accrescere il livello: a me non stanno bene gli stranieri che arrivano per completare le rose, Meglio dare una chance ai nostri ragazzi. “

Si è parlato di un suo coinvolgimento in Figc con Malagò o Abete

“Io sono contentissimo di aver dato la mia disponibilità a lavorare con Matteo Marani e tutto il suo gruppo. Stiamo cercando di lavorare per il sistema e il nostro percorso non è finito.”