“So’ milioni, mica bruscolini”: il Mondiale delle scommesse è già iniziato
Repubblica racconta come questa Coppa del mondo sia destinata a battere ogni record di puntate. A spartirsi il bottino i "mercati di previsioni" Polymarket e Kalshi, che evitano la regolamentazione dei siti di scommesse

Pre Lisbona 14/10/2025 - qualificazioni Mondiali 2026 / Portogallo-Ungheria / foto Pressinphoto/Image Sport nella foto: Cristiano Ronaldo
Ci puoi scommettere, e milioni di persone lo faranno: il Mondiale delle scommesse sarà, come scrive Gabriele Romagnoli su Repubblica, “l’evento sportivo con il record di tutti i tempi nelle scommesse”. Sposterà patrimoni, laverà «tonnellate di contante», sporcherà coscienze. Lo riassume con la consueta delicatezza Claudio Lotito, la cui Lazio è sponsorizzata da una piattaforma di previsioni: “So’ milioni, mica bruscolini”.
Il Mondiale delle scommesse vale più del Super Bowl
A spartirsi il bottino, racconta Romagnoli, sono soprattutto due realtà classificate come “mercati di previsioni” — Polymarket e Kalshi — un’etichetta che permette loro di evitare la regolamentazione dei siti di scommesse. Per la prima lo sport vale il 39% del fatturato, per la seconda l’85%. Sabato scorso, tra una gara di playoff Nba e tre partite dei Mondiali, una delle due ha incassato per la prima volta oltre un miliardo di dollari in 24 ore. E ne ha restituiti pochi: dal 2022, scrive Repubblica, il 69% di chi punta ha perso. Per il giorno della finale si prevede un giro di soldi, soprattutto in criptovalute, superiore al Super Bowl. Un business «benedetto dal presidente Trump», che avrebbe inserito un parente nel cda di Polymarket. Roba che fa sembrare artigianale il caso scommesse che ha travolto la nostra Serie A.
Ronaldo che piange e Trump in finale: le quote più assurde
Nel calcio, scrive Romagnoli, “la fantasia regna”. Non si punta solo su chi alzerà la coppa (la Francia a 18, la Spagna a 14) o su chi farà più gol tra Haaland e Mbappé, ma sull’assurdo. Ronaldo piangerà durante i Mondiali? Probabilità 64%. Un portiere farà gol? Difficile, 5%. E poi le parole pronunciate in telecronaca: durante Olanda-Svezia «capitano» è dato al 93%, «traversa» al 35%, “noce moscata” (il nostro tunnel, in inglese nutmeg) al 24%. La presenza di Trump alla finale, invece, è data all’88%. Qui Romagnoli arriva “al punto dolente”: il futuro è imprevedibile, ma i suoi dettagli meno. E più ci si allontana dal centro delle cose, “più la zona si fa grigia e influenzabile”.
Spot-fixing, quando basta un cartellino giallo a sporcare la partita
È il cuore inquietante del pezzo. Il telecronista può dire “caviglia” senza che nessuno sospetti che suo zio è appena diventato milionario. L’attaccante ivoriano Wahi avrebbe ricevuto un cartellino giallo sospetto al Nizza, con migliaia di euro puntati su quell’ammonizione; tre calciatori sono sotto inchiesta tra Australia e Nuova Zelanda per gialli analoghi. Lo chiamano spot-fixing: non si trucca tutta la partita, solo una macchia — un cambio all’intervallo, un corner spedito fuori apposta. È la stessa logica perversa per cui Fagioli, in Italia, fu minacciato dai creditori con tanto di “screen che te giochi i falli laterali”. Una deriva che ha già travolto chi, come Fagioli, “giocava a calcio per pagare le scommesse”, e che altrove assume proporzioni enormi: in Turchia sono stati sospesi più di mille giocatori. Già nel 2023, ricordava Repubblica, erano trenta i calciatori italiani coinvolti.
Romagnoli chiude mandando in soffitta perfino Blaise Pascal, la cui scommessa sulla fede prometteva: “Se vinci, vinci tutto; se perdi, non perdi nulla”. Sulle piattaforme di previsioni la regola è rovesciata: se vinci, vinci qualcosa; se perdi, perdi tutto.