Persino Neuer perquisito in pista: la Germania controllata prima di volare in Canada

Tocca anche ai campioni: prima di lasciare gli Stati Uniti, la Germania è stata perquisita col metal detector direttamente sulla pista di decollo.

Persino Neuer perquisito in pista: la Germania controllata prima di volare in Canada

Nessuno è escluso, nemmeno una corazzata come la Germania. Prima di imbarcarsi sul volo diretto verso il Canada, dove stasera affronterà la Costa d’Avorio a Toronto, la nazionale tedesca è stata perquisita col metal detector direttamente sulla pista. E nelle immagini che girano sui social il volto più riconoscibile è quello del capitano: Neuer perquisito a braccia aperte, sotto gli occhi di tutti.

Neuer perquisito in pista: la Germania al metal detector prima del volo

I tedeschi hanno subito un controllo approfondito dei bagagli, lasciati sul bancone degli addetti alla sicurezza, e poi si sono fatti passare il metal detector su tutto il corpo, in piedi e a braccia aperte, sull’asfalto della pista di decollo. Nel video si nota anche il portiere Urbig che, alle spalle di Neuer, resta seduto per farsi ispezionare pure le sneakers, come accaduto a diversi compagni. Solo dopo aver ritirato i bagagli, la squadra ha avuto il via libera per salire a bordo. Scene a cui i tifosi ormai si stanno abituando, ma che all’inizio del torneo avevano fatto storcere il naso: mai prima d’ora, nelle grandi competizioni, i giocatori erano stati ispezionati così pubblicamente.

 

La novità: controlli non più solo in ingresso negli Usa

Fin qui le perquisizioni avevano riguardato soprattutto le delegazioni in arrivo negli Stati Uniti. Il caso della Germania introduce un elemento nuovo: i controlli scattano anche in uscita, prima di volare verso il Canada, e fanno parte del rigido protocollo di sicurezza dei Mondiali. Per molti tifosi il trattamento resta ingiusto, perché di norma queste ispezioni vengono svolte in sale apposite, lontano dagli occhi indiscreti, e di certo non in mezzo alla pista. Un capitolo in più del torneo più sorvegliato di sempre, un evento che Trump usa anche come strumento politico e che fin dall’inizio ha intrecciato calcio e tensioni geopolitiche.

Dal Senegal all’Uzbekistan di Cannavaro: i precedenti che hanno fatto discutere

La Germania si aggiunge a una lista già lunga. Nei giorni scorsi era toccato al Senegal, perquisito in pista in un video diventato virale, e soprattutto all’Uzbekistan di Fabio Cannavaro, controllato addirittura coi cani antidroga all’arrivo a New York. “Ci hanno detto che è la regola, ma alla fine il controllo è stato solo per noi”, aveva commentato amaro l’ex difensore azzurro. Anche il Belgio di De Bruyne era finito sotto il metal detector. Episodi che alimentano il dibattito su un torneo in cui perfino la scelta delle sedi è diventata un caso politico.