Ok Gordon Gekko ma nemmeno gli americani spendono 300 dollari per vedere Iran-Nuova Zelanda

POSTA NAPOLISTA - DI GIUSEPPE VANORE. Il caro biglietti è una realtà per le prime partite di Nazionali di terza fascia. I posti economici negli altri sport costano meno

Ok Gordon Gekko ma nemmeno gli americani spendono 300 dollari per vedere Iran-Nuova Zelanda

An Iranian fan shows a scarf as he waits for his team outside the Marriott Hotel in Tijuana, Mexico, on June 9, 2026, ahead of the 2026 World Cup football tournament. (Photo by Guillermo Arias / AFP)

Non possiamo paragonare le partite del girone ai play-off degli altri sport

Ah, che meraviglia gli articoli divisivi e volutamente provocatori del Napolista. Però adesso la domanda sorge spontanea: ma chi è Gordon Gekko? E soprattutto, dove sta di casa in America?

Va bene, allora vi do un feedback da uno che in America, a Hollywooood, come direbbe il buon Aurelio, ci vive davvero da anni, e che ogni tanto va pure a vedere regular season e playoff di NFL, NHL, MLB e NBA.

Chiamatemi pure GV.

Partiamo dall’unica cosa vera detta da GG: sì, i biglietti dei playoff americani costano tanto. Spesso tanto quanto, o quasi, certi biglietti del Mondiale 2026. Però c’è un piccolo dettaglio, diciamo non proprio secondario: le partite della fase a gironi del Mondiale non sono l’equivalente dei playoff americani. Dai, su. Le partite dei gironi sono l’equivalente della regular season. Le eliminazioni dirette sono i playoff. La finale è il Super Bowl.

Almeno le grandezze omogenee, visto che le invochiamo, confrontiamole davvero.

Gordon Gekko e quei posti dal paradiso a 300 euro

Ora: sapete quanto può costare un biglietto NFL di regular season nei settori 500, quelli alti, praticamente sopra il megatabellone del SoFi Stadium? Anche 75 dollari. Praticamente la vista è quella dell’immagine sotto, e non vi dico la difficoltà a distinguere le formichine che praticano lo sport giù nell’area verde! Meno male che c’è Santo Tabellone!

Oggi, per una partita che non faremmo vedere nemmeno al contiano gioco-bruttista più convinto, tipo Iran-Nuova Zelanda, per lo stesso “posto in paradiso”, si arriva a oltre 300 dollari.

Tradotto: circa il 300% in più. E allora no, non basta dire “in America lo sport costa caro”. I biglietti del Mondiale in America sono cari. E sono cari anche per gli americani.

Perché sì, l’americano medio 300 dollari li spende pure per una partita. Ma non necessariamente per vedere Congo, Haiti, Iran o Nuova Zelanda in una gara del girone. Con tutto il rispetto…anzi senza rispetto perché Congo, Haiti, Iran e Nuova Zelanda e mazzamma varia al Mondiale non ci dovrebbero proprio stare.

Giusto per completare il giro turistico: una partita di hockey di regular season nei settori popolari può costare 40 dollari. Il baseball? A volte pure 9 dollari, anche perché ci sono millemila partite e, diciamolo con affetto, lo sport fa abbastanza cacare (concedetemi il francesismo Aureliano).

Vi racconto delle maglie dell’Italia negli store Adidas al 50% di sconto

Poi, sui prezzi della finale e delle eliminazioni dirette, possiamo anche essere d’accordo con GG. Lì sì, il paragone coi playoff americani regge. Ma usare i prezzi dei playoff NFL per giustificare i prezzi di una partita del girone del Mondiale è come paragonare il Super Bowl a Empoli-Lecce giocata di agosto a mezzogiorno: suggestivo, certo, ma un filo creativo.

Quindi va bene provocare. Va bene Gordon Gekko. Va bene “i soldi non dormono mai”. Però ogni tanto magari svegliamoci pure noi.

Saluti da GV e dite a GG che la prossima volta che viene abbascie la California ci andiamo a vedere una partita degli Angels insieme…ovviamente offro io!

PS: la prossima volta vi mando un racconto sui gadget dei mondiali che infognano gli store e le magliette dell’Italia negli store adidas al 50% di sconto!
Giovanni Vanore