Niente vuvuzela, fischietti e trombette: per la Fifa ai Mondiali si può tifare, ma non troppo
Ci mancava il decalogo di comportamento negli stadi, ormai va dichiarato persino il materiale di fabbricazione delle bandiere

President of FIFA Gianni Infantino participates in the 2025 FIFA Club World Cup Draw ceremony in Miami on December 5, 2024. (Photo by Giorgio VIERA / AFP)
Niente vuvuzela, per fortuna. Ma anche niente fischietti, niente trombette ad aria compressa, niente casse o altoparlanti. Ai Mondiali la Fifa ha deciso che il rumore è un problema da risolvere. E che il tifo fa regolamentato. I trasgressori potranno essere respinti all’ingresso o espulsi dagli stadi. Il calcio si gioca, ma ormai solo a determinate condizioni è possibile goderselo allo stadio. Siamo nell’era della sobrietà, e ecco.
La vuvuzela ve la ricordate. E’ stato l’incubo sonoro del Mondiale 2010 in Sudafrica, quel ronzio penetrante tipo sciame di vespe industriali che per alcuni era il suono di un continente che si appropriava del Mondiale, per altri un insopportabile attentato alla pazienza. La Fifa aveva resistito allora. Quindici anni dopo, ha cambiato idea.

Le bandiere sì ma non troppo
Il documento ufficiale che vieta le vuvuzela è lo stesso che prescrive le borse trasparenti in plastica, vinile o PVC, che ammette bandiere fino a 2×1,5 metri “in materiale ignifugo” e rimanda a un regolamento sugli oggetti proibiti che include “a titolo esemplificativo ma non esaustivo” armi, esplosivi, caschi e accendini. La sicurezza della Fifa copre gli esplosivi e le trombette di plastica con la stessa imperturbabile burocrazia.
Si profila un Mondiale sempre più come esperienza gestita: ingressi fluidi, borse visibili, decibel controllati, entusiasmo nei limiti consentiti. I tifosi sono “autorizzati” a portare bandiere. E possono persino “mostrare il loro orgoglio su un palcoscenico mondiale”. Con la faccia sotto i piedi di Infantino, e si può anche muovere.