Negli sport dove c’è programmazione, si cresce. Nel calcio si parla solo di potere

Il tennis innanzitutto ma anche nuoto, atletica, sci, pallavolo. Il dibattito calcistico invece ricalca quello politico, lontano dagli interessi reali dei cittadini

Negli sport dove c’è programmazione, si cresce. Nel calcio si parla solo di potere

Mg Bergamo 05/09/2025 - qualificazione Mondiale 2026 / Italia-Estonia / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Gabriele Gravina-Andrea Abodi

Il tennis con Cobolli

Vinciamo sempre anche con la sconfitta di Cobolli. Musetti assente, Sinner si infortuna, Berrettini lascia, Arnaldi cade, il doppio perde per infortunio di Bolelli…ma alla fine in finale al Roland Garros c’è un italiano. Significa che il nostro tennis in questo momento è superiore ad altri sport. Manca il campione? Gli altri lo sostituiscono, e non sono da meno anche se non vincono il Roland Garros. Abbiamo tanti tennisti nella top 100 che altre nazioni non hanno. Così è nel nuoto, nell’atletica, nello sci, nella pallavolo, nella pallacanestro e ancora di più. Il punto è che dove c’è programmazione si cresce e poi si vince. Dove non c’è e si fa solo politica, e parlo del calcio soprattutto (che ha un calo di ascolti, abbonamenti tv, attenzione in generale…ma va?) si va avanti.

Oggi, alla vigilia dei mondiali di calcio, Cobolli ha certificato l’esistenza di una politica sportiva, di un impegno concreto che invece nel mondo del nostro calcio non esiste, impegnato e preso da trattative e conseguenti accordi purtroppo politici. Sembra di assistere, nella discussione su chi dovrà guidare la Figc dopo i fallimenti degli ultimi tre mondiali, al dibattito politico in Parlamento di queste settimane sulle legge elettorale, sulla giustizia, sul nucleare. Tutte cose che non interpellano direttamente i cittadini, i quali sono magari preoccupati del potere d’acquisto dei propri stipendi sempre in calo o delle conseguenze delle guerre in corso.

Il dibattito attorno al calcio ricorda il dibattito politico

Nel mondo del calcio il ragionamento politico, che appunto non interesse gli appassiti, è lo stesso. Chi comanderà? Chi prevarrà nella lotta per il potere? Come funzionerà banalmente il campionato o cosa accadrà alla Nazionale? E intanto siamo nello scantinato del calcio mondiale, noi con quattro titoli vinti. Ma questa è la politica, c’è interesse solo per quello che conviene, per il potere, per le poltrone. E il calcio affonda… ma non fortunatamente tutti, e ribadisco tutti, gli altri sport.

Antonelli

E torniamo al tennis, purtroppo Cobolli ha perso (però Antonelli ha vinto a Montecarlo) ma ha espresso la grandezza, come dicevo, di un movimento. E poi gli altri sport, a parte il calcio ovviamente, non così condizionati (apparentemente è bene dirlo) da logiche strettamente, principalmente o aggiungo assolutamente politiche. È il momento forse in cui dobbiamo preoccuparci e fare qualcosa, così come nel mondo politico sta accadendo (non parlo di Vannacci e altri disturbatori costituzionali chiarisco!) per dare un senso allo sport italiano, senza che tutto sia sempre legato, quali che siano le discipline sportive, alle dinamiche che purtroppo attraversano il mondo del nostro calcio.