“L’unico posto in cui McTominay e la Scozia meritano di andare è a casa”
La stampa inglese non ha preso bene il timidissimo Mondiale scozzese. Il Telegraph affonda: "Il fatto che siano ancora in gioco la dice lunga sull'assurdità di questo Mondiale steroideo"

FOXBOROUGH, MASSACHUSETTS - JUNE 13: Scott McTominay #4 of Scotland goes past Danley Jean Jacques #17 of Haiti during the FIFA World Cup 2026 Group C match between Haiti and Scotland at Boston Stadium on June 13, 2026 in Foxborough, Massachusetts. Buda Mendes/Getty Images/AFP (Photo by Buda Mendes / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)
La Scozia non è ancora fuori dal Mondiale anche dopo lo 0-3 col Brasile, ma solo per un giochetto di aritmetica. McTominay e compagni sono quasi a casa. “Nell’unico posto dove meritano si stare“, scrive tra i tanti commenti acidi della stampa inglese Oliver Brown sul Telegraph. No, non l’hanno presa bene.
Tanto per cominciare, scrive Brown, il fatto che la Scozia sia ancora lì in gioco “pur avendo segnato meno gol di Haiti, la dice lunga sull’assurdità di questo Mondiale “steroideo”. Tre punti su nove disponibili, una differenza reti di -3 e un solo tiro deviato contro la squadra numero 88 del ranking mondiale: in un torneo normale, sarebbe stata la ricetta per una dignitosa ritirata all’aeroporto di Miami. Invece, la Tartan Army dovrà trascorrere le prossime 96 ore in un limbo angosciante, con la squadra nettamente surclassata dal Brasile e alla disperata ricerca di un favore da parte di Algeria, Capo Verde o Repubblica Democratica del Congo per un’improbabile via d’accesso alla fase a eliminazione diretta”.

McTominay completamente anonimo
Al di là delle combinazioni possibili che potrebbero salvarli, il Telegraph sottolinea “per chiarezza”, che “l’unico posto in cui dovrebbero tornare è casa. Timidi, indecisi e ostacolati dalle goffe tattiche di Steve Clarke, hanno avuto tre partite per dimostrare il loro valore, collezionando la misera cifra di sette tiri in porta”. E che vuoi controbattere…
“La Scozia si è dimostrata ancora una volta un’arma lenta in attacco, con Scott McTominay completamente anonimo e Lawrence Shankland deludente. Ma ora, a questa inefficacia si è aggiunta una difesa disastrosa, con Scott McKenna che, dopo soli sette minuti, ha regalato a Vinícius Júnior un gol a porta vuota, prima che il portiere Angus Gunn, con un posizionamento discutibile, permettesse all’esterno del Real Madrid di insaccare di testa sul secondo palo, spegnendo ogni speranza di rimonta. Il terzo gol di Matheus Cunha ha ridotto le possibilità di qualificazione della Scozia al 42%, sebbene Clarke si sia dichiarato certo dell’eliminazione della sua squadra”.
Ovviamente la colpa alla fine è del ct, Clarke. “Sì, ha presieduto una delle grandi serate di Hampden Park quando la Scozia ha conquistato la qualificazione contro la Danimarca, ma nei grandi tornei, l’unico palcoscenico in cui un allenatore di una nazionale viene giudicato, ha spento sul nascere l’entusiasmo generale. In due Campionati Europei consecutivi sotto la sua guida, la Scozia è uscita di scena senza lasciare traccia, e ora il suo primo Mondiale del XXI secolo rischia di fare la stessa fine. La ricompensa di Clarke per queste prestazioni costantemente al di sotto delle aspettative? Un nuovo contratto quadriennale. Proprio come il crollo della sua squadra contro il Brasile, è francamente incredibile“.