Lang è il pupillo di De Laurentiis: sarà la grande scommessa di Allegri dopo lo scorso anno
Lo racconta Marco Azzi su Repubblica: De Laurentiis è "certissimo della forza dell'organico azzurro" e vuole rilanciarlo puntando su Rafa Marin e soprattutto su Noa Lang

Galatasaray's Dutch forward #77 Noa Lang celebrates scoring his team's second goal during the UEFA Champions League, knockout round play-off 1st leg, football match between Galatasaray SK and Juventus FC at the Rams Park in Istanbul on February 17, 2026. OZAN KOSE / AFP
Nel disegno del nuovo Napoli, scrive Marco Azzi su Repubblica, c’è un nome che porta la firma personale del presidente. De Laurentiis “è certissimo della forza dell’organico azzurro e conta di integrarlo in primis con Rafa Marin e soprattutto Lang, che è un suo pupillo“. Una scelta di pancia e di testa insieme: l’olandese, scrive Azzi, “sarà la grande scommessa del nuovo ciclo di Massimiliano Allegri, dopo l’approccio sbagliato (soprattutto dal punto di vista caratteriale) dello scorso anno col calcio italiano”.
Lang, pupillo di De Laurentiis e scommessa di Allegri
È la riabilitazione di un giocatore che nel primo anno azzurro non ha mai trovato spazio. Lo aveva detto lui stesso, con amarezza: “Ho parlato una sola volta con Conte”. E il “punto di vista caratteriale” citato da Azzi non è un dettaglio: già a febbraio l’ex nutrizionista del club lo aveva descritto come “un ragazzino viziato, mai concentrato in allenamento“.
Qui sta la sfida vera. De Laurentiis ci mette la faccia — è il suo pupillo — ma sarà Allegri a doverlo trasformare da investimento bloccato a risorsa. La scommessa è doppia: tecnica, perché il talento non si discute; e umana, perché l’olandese deve cambiare passo nell’approccio. Un compito da allenatore-gestore, esattamente il profilo per cui De Laurentiis ha accelerato fino al biennale.
I rientri dai prestiti: cento milioni da recuperare
Lang non è l’unico nodo. Azzi elenca gli altri otto giocatori di rientro dai prestiti — “Lucca, Marianucci, Hasa, Cajuste, Ngonge, Folorunsho, Lindstrom e il baby Rao” — che “saranno valutati durante il ritiro estivo di Dimaro dal 17 al 27 luglio e poi a Castel di Sangro, ad agosto”. Per loro, ammette Repubblica, le chance di recupero alla causa sono “minori”.
Il problema è che “sui loro cartellini il Napoli ha investito poco meno di cento milioni”, un capitale “che in qualche modo deve essere recuperato”. Tradotto: sarà soprattutto un’estate di uscite, con Giovanni Manna chiamato a fare cassa e a far quadrare i conti.