La Spagna dice di avere i migliori centrocampisti del mondo. Ma se faticano pure nei loro club…

Oggi è il giorno della Spagna, al Mondiale. E il Times pungola l'eccessiva fiducia di de la Fuente: "i titolari teoricamente ci sono, ma i rimpiazzi?"

La Spagna dice di avere i migliori centrocampisti del mondo. Ma se faticano pure nei loro club…

Mg Budapest 30/05/2026 - finale Champions League / Paris Saint Germain-Arsenal / foto Matteo Gribaudi/Image Sport

Il giorno della Spagna, al Mondiale. In premessa, Luis de la Fuente ha detto che lui ha “i sei migliori centrocampisti del mondo”. Ah sì? si chiede il Times? Ma se faticano a giocare pure nei loro club… Vediamo un po’. Gli inglesi sono terribili, quando vogliono. “L’audace affermazione di De la Fuente è destinata a suscitare perplessità”, scrive Ian Hawkey.

“I migliori del mondo”, ah sì?

Tanto per cominciare, la forma fisica. “Quanto è pronto Gavi, il fulcro del centrocampo spagnolo, per un torneo lungo, estenuante e ad alta pressione? Mikel Merino, noto per i suoi interventi decisivi e la sua ammirata versatilità, ha giocato solo 28 minuti con l’Arsenal tra gennaio e fine maggio a causa di un fastidioso infortunio da stress”. E poi: “Zubimendi è meglio di Rice in una gerarchia dei migliori centrocampisti del mondo?”. E Diego Simeone ha considerato Álex Baena – titolare nelle ultime due amichevoli della Spagna – nient’altro che un utile sostituto per gli ottavi, i quarti di finale e le semifinali dell’Atletico in Champions League”.

“Tutto questo – ammette l’editorialista – per criticare un po’ la spavalderia motivazionale di De la Fuente, così come potrebbe essere per suggerire che Rodri, Il pilastro del centrocampo spagnolo, dopo due stagioni condizionate dagli infortuni, potrebbe ancora avere degli obiettivi da raggiungere per ritrovare la costanza che gli è valsa il Pallone d’Oro 2024”.

de la fuente Spagna ct

Non ci sono più Xavi e Iniesta

“Il punto più generale è che, rispetto alla Spagna che ha bissato il successo del Campionato Europeo con il trionfo ai Mondiali, ci sono dei dubbi sulla condizione fisica, sulla stanchezza o sullo slancio individuale. La squadra appare anche priva di stelle se la si paragona alla Spagna che ha vinto due Europei consecutivi nel 2008 e nel 2012 e ha conquistato la prima Coppa del Mondo nel 2010. Gran parte del mondo del calcio si era ormai abituata a dire “Xavi e Iniesta”, un sussurro, una sorta di abbreviazione per indicare complicità, sicurezza nel possesso palla e nei passaggi. Quelle grandi squadre spagnole potevano contare, oltre a Xavi Hernandez e Andres Iniesta del Barcellona, ​​anche su Xabi Alonso, Cesc Fabregas e David Silva”.

Alla fine il Times lo scrive: “nella formazione ideale di De la Fuente, Oyarzabal è schierato davanti a un centrocampo composto da Pedri, Rodri e dal plurivincitore di Coppe dei Campioni, Fabián del Paris Saint-Germain: un trio che può essere paragonato ad alcuni dei migliori centrocampi spagnoli del passato. Ma il ct ha bisogno anche di un piano B, e alcuni elementi chiave di questo piano saranno probabilmente attivati contro Capo Verde”.