La Serie A sempre più triste e vecchia: i migliori allenatori (Italiano, Farioli, Maresca, De Zerbi) vanno all’estero
Il calcio italiano è Jurassic Park, è un mondo in mano ai soliti potentati. Chi ha idee e vuole innovare, è costretto a emigrare. La nuova scuola di tecnici italiani è contesa all'estero

Mf Torino 15/02/2026 - campionato di calcio serie A / Torino-Bologna / foto Michele Finessi/Image Sport nella foto: Vincenzo Italiano
La Serie A di Fabrizio Corona, non di Vincenzo Italiano
Notizia esclusiva! La Serie A ha un nuovo main sponsor: la Universal Picture! Sì, la grande casa cinematografica di proprietà della Comcast (quelli che si sono comprati Sky, per intenderci) ha visto nel nostro campionato la possibilità di un grande remake. “Jurassic Park e la Serie A perduta!”: ci saranno tutti i grandi personaggi. Sì, tutti i dannati personaggi di un campionato che è lo specchio della disgustosa ecatombe di uno sport che era un fiore all’occhiello per l’Italia ed è diventato un crisantemo da appoggiare accanto ad una bara.
La verità, ovviamente, è che a Comcast e alla Universal Picture non frega assolutamente nulla di una Serie A che vale pochissimo oggi. E che varrà sempre meno. Una Serie A che non ha trovato nessun paese che volesse ospitare la sua Supercoppa, mentre è alle prese con scandaletti vari e potentati con il culo saldamente attaccato alle poltrone dorate.

La notizia vera è che con Vincenzo Italiano al Besiktas, in Turchia, se ne va anche l’ultimo pezzo della nuova scuola di allenatori italiani che ha provato ad innovare nel nostro calcio. Enzo Maresca, Francesco Farioli, Roberto De Zerbi e ora Vincenzo Italiano: tutti e quattro fuori dall’Italia, tutti e quattro con nessuna intenzione di tornarci. Poi, per carità, i casi della vita possono essere mille. Ma oggi, più lontano si va, meglio è.
Il mainstream imperante difende i soliti noti
Anche perché il main stream imperante, i vigliacchi della comunicazione che mantengono i loro posticini sostenuti dalle lobby descrivono questi tecnici come dei rabdomanti, come dei Rasputin che vogliono ammaliare i poveri ricchi sciocchi parlando di formule magiche come tempo e spazio. Oppure come delle Wanna Marchi che vendono i sali per stordire le menti con la formuletta magica: “il bel gioco”. Tutte enormi, sesquipedali puttanate alimentate per tenere ben saldi i brontosauri, per far sì che Jurassic Park possa avere l’ultimo baluardo in Europa. Maresca, Farioli, De Zerbi e Italiano hanno un solo concetto base in mente. Quello di vincere le partite. Come tutti gli altri allenatori. È il come deve arrivare la vittoria che cambia tutto. Perché questi tecnici vogliono vincere regalando ai propri tifosi un gol in più, un’occasione in più, un tiro in più. Ovviamente difendendo, se e quando c’è da difendersi. Equilibrando la squadra, ma senza speculare, senza sperare che sia solo il singolo a trovare la giocata, senza pensare che la difesa sia l’unica cosa che conta. Studiando senza soluzione di continuità come evolvono fisicamente, tatticamente e psicologicamente atleti e gioco. Senza pensare che il calcio sia semplice, perché non lo è. Questi quattro allenatori avrebbero potuto portare la Serie A lontano dall’essere uno dei campionati europei dove si segna di meno, dove la percentuale di 0-0 è altissima, dove ci sono troppi tecnici che continuano a vivere di mera speculazione sull’avversario.

La Serie A è il Gattopardo
Ci è stata tolta quest’altra grande occasione, dopo aver perso tutte le chance di rinnovamento degli ultimi 20 anni: perché la verità è che questa è la Serie A del Gattopardo. Tutto deve cambiare perché nulla cambi, tutti lì a far girare i soldi, a buttar dentro giocatori scarsi pur di oliare i meccanismi giusti. Continueremo a parlare di arbitri, di inchieste e di cazzate varie pur di nascondere la luna con un dito: in Italia piace questo, piace il gossip: siamo il paese di Fabrizio Corona, non di Vincenzo Italiano.