Maresca: “Il calcio italiano pecca di presunzione”

A Sky Sport: "Siamo sempre convinti che le cose che facciamo noi sono le migliori, invece possiamo imparare tanto dagli altri. Il mio futuro in Italia? Vado dove c'è una situazione ideale"

Maresca: “Il calcio italiano pecca di presunzione”

Db New York (Stati Uniti) 08/07/2025 - FIFA Club World Cup 2025 / Fluminense-Chelsea / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Enzo Maresca

L’ombra di Enzo Maresca si allunga sulle panchine di mezza Europa, Napoli compresa. L’ex tecnico del Chelsea, reduce dai trionfi in Conference e al Mondiale per Club, è attualmente libero e corteggiato anche dal Manchester City e Napoli per la prossima stagione. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, ecco le sue parole:

“Mi piacerebbe tornare in Italia o resto in Premier? Sono in Inghilterra da 7-8 anni, mi trovo benissimo, ma il lavoro dell’allenatore ti porta ad andare dove c’è una situazione ideale per te e questo può essere anche l’Italia. Per ora non so ancora cosa accadrà, vedremo dove andrò. A casa sto bene ma non per tanto tempo (ride, ndr)”.

Le parole di Enzo Maresca

Cosa mi ha insegnato Pep?

“E’ stata un’esperienza fondamentale, mi ha trasmesso il metodo, cioè come fare le cose che puoi immaginarle solo e con lui ho anche avuto la fortuna di vedere come lavorare a determinate cose. E poi risaltava la cultura del lavoro quando arrivava alle 7 del mattino fino alle 19 ed era l’ultimo a spegnere le luci in ufficio. Questo dimostra anche la passione che ha”.

Il calcio sta cambiando?

“La Champions lo dimostra, si sta andando in quella direzione, vedi Psg-Bayern, ma il Psg in generale lo sta dimostrando, anche quest’anno è in finale e c’è sempre un perché se hanno vinto già e sono ancora lì. Da loro possiamo imparare tanto”.

Crisi del calcio italiano?

“Quando c’è qualcosa che non va c’è sempre più di un motivo. C’è bisogno a livello culturare di cambiare qualcosa. Continuo a sentire che non ci sono talenti giovani ma non è vero, serve solo coraggio nel farli giocare. Il giovane poi sbaglia come un veterano. Io con i giovani mi sono trovato benissimo sia al Chelsea che in altre esperienze all’estero o al City U23. Ripeto, tutti sbagliano. E poi siamo orgogliosi, ci difendiamo sempre e non impariamo dagli altri. Siamo sempre convinti che le cose che facciamo noi sono le migliori, ma non è così. Bisognerebbe capire cosa fanno altrove, invece pensiamo sempre di essere i migliori. Invece noi possiamo imparare tanto anche dagli altri”.

Su Fabregas:

“Dicono che il Como abbia speso tanti soldi, ma quante squadre spendono e comunque non ottengono risultati? Quanti allenatori allenano squadre dove si spende tanto e poi comunque non raggiungono i risultati? La società spende, sì, ma poi devi essere bravo tu allenatore a fare risultati. E Fabregas è stato bravo. E dunque è limitato dire che si vince solo perché si spendono soldi”.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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