Gravina: “Fui io a bloccare la multiproprietà, il Napoli minacciò di farci causa”

A La Nazione: "Così si è arrivati alla transazione, con la chiusura del 2028. Quindi De Laurentiis dovrà vendere il Bari". Sulla Nazionale: "Nel 2006 il 70% dei calciatori erano italiani, ora siamo al 30% per la presenza di tanti stranieri"

Gravina: “Fui io a bloccare la multiproprietà, il Napoli minacciò di farci causa”

Dc Roma 24/07/2025 - Il Presidente della Repubblica riceve al Quirinale la Nazionale di Calcio femminile / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Gabriele Gravina

Gabriele Gravina e le bordate: un amore destinato a durare in eterno. Dopo le sue dimissioni da numero 1 della Figc, ha deciso di continuare a togliersi sassolini dalle scarpe a più non posso. Stavolta l’ha fatto a La Nazione, quotidiano fiorentino. Le sue parole.

Le parole di Gravina

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Il primo pensiero dopo le recenti vittorie della giovane Italia?

C’era l’occasione per accendere un faro sulla progettualità che stavamo portando avanti e che riguarda la filiera dei giovani cresciuti grazie al lavoro dei tecnici federali. Il risultato è stato entusiasmante e provo soddisfazione nell’aver visto in pochi giorni l’Under 17 confermarsi campione d’Europa, mai successo in 138 anni di storia; e poi i ragazzi vicecampioni del mondo Under 20 esordire in blocco nella nazionale maggiore, con un carico di responsabilità e pressioni. Segnali positivi e gratificanti. Il talento esiste, spetta ai club trasformare il talento in campione. Qui c’è il problema.”

Dica pure.

“Se nel 2006 il 70% dei calciatori selezionabili erano italiani, ora siamo scesi al 30% per la presenza di tanti stranieri. Non si tratta di essere nazionalisti, ma riguarda il principio della sostenibilità. La filiera va alimentata per coltivare entusiasmo e attrarre i giovani. Poi serve la qualificazione ai Mondiali, vero. Ma il calcio italiano è in crisi perché non ha più riferimenti vincenti come Sinner, Cobolli e Musetti che portano entusiasmo nel tennis. Anche il nostro calcio però ha prospettiva e l’abbiamo creata nel tempo, lavorando per vincere domani.”

Sulla questione multiproprietà

Il presidente della SscNapoli Aurelio De Laurentiis

Da De Laurentiis a Lotito, come la mettiamo con la multiproprietà che fa mugugnare nobili piazze?

“In Europa si sta valutando di consentirla con una percentuale riconosciuta che non deve superare il 30 per cento. In Italia quello che ha tolto la norma sono stato io: poi il Napoli ha minacciato di farci causa e si è arrivati alla transazione, con la chiusura del 2028. Quindi De Laurentiis dovrà vendere il Bari.”

Infine, sulle scorciatoie per garantirsi un posto in un club:

“Esiste in Figc il safeguarding, arrivano denunce che riguardano torti subiti durante le gare. E invece se tu genitore hai sentore di attività illegali devi denunciare. C’è la prassi di spacciatori di ragazzini che spillano migliaia di euro promettendo un club professionistico. Chi ci rimette? I giovani. Perché quando il ragazzo va in panchina e non ha qualità, lo bullizzano.”