Figo l’anti-ipocrisia: “Si gioca troppo? Se vuoi guadagnare tanto, devi giocare tanto”
Al Mundo: "Se ci sono meno partite, ci sono meno visibilità e meno introiti televisivi. Se vuoi cambiare il sistema, devi rinunciare a qualcosa"

Mg Londra (Inghilterra) 01/06/2024 - finale Champions League / Borussia Dortmund-Real Madrid / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Luis Figo
Luis Figo, ex fortissimo calciatore di Barcellona, Real Madrid e Inter ed ora ambasciatore della FIFA, ha rilasciato un’intervista a El Mundo per parlare sia dei prossimi Mondiali che del momento del calcio.
Figo: “Meno partite, vuol dire meno visibilità e meno introiti televisivi”
“È vero che ci sono molte partite, ma è così che funziona il mondo del calcio. I club cercano di aumentare i ricavi, e questo significa più competizioni. Anche i giocatori hanno contratti migliori, e per ottenerli devono giocare più partite. Per quanto riguarda il calendario, se vuoi contratti migliori, devi giocare più partite. Se vuoi guadagnare di più, devi lavorare di più. Se ci sono meno partite, ci sono meno visibilità e meno introiti televisivi. È un sistema in cui tutto è collegato, e qualcuno dovrebbe rinunciare a qualcosa per cambiarlo”.

2004 archivio Image Sport / Calcio / Portogallo / Luis Figo / foto Imago ONLY ITALY
Luis Figo ha parlato anche d’altro, le sue favorite per il Mondiale:
“C’è un gruppo ben definito di favorite: le squadre con più storia ed esperienza nel torneo, come il Brasile o l’Argentina. Includerei anche la Spagna, per la sua qualità. Se dovessi parlare con il cuore, direi il Portogallo, ma storicamente le favorite sono le squadre con la più lunga tradizione ai Mondiali. Spagna? Mi piace tutto. Mi piace la mentalità, la qualità dei giocatori, l’allenatore e la trasformazione che ha realizzato con una generazione giovane già affermata. Soprattutto, vorrei sottolineare la loro qualità calcistica. Portogallo? E’ una delle squadre più forti in termini di qualità tecnica. Hanno giocatori con esperienza in grandi club e in competizioni internazionali. Il punto interrogativo riguarda la loro condizione fisica dopo una stagione molto impegnativa, con giocatori che arrivano dopo aver gareggiato ai massimi livelli. Questa stanchezza potrebbe essere decisiva”.