Corvino: “Non ho più le forze per dare il massimo al Lecce. Saluto tutti, anche chi mi detesta”

In conferenza stampa: "Il Lecce non può aspettare me, non so quanto tempo servirà per ritrovare la forza Voglio vincere altre corse: mi sento un cavallo di razza"

Corvino: “Non ho più le forze per dare il massimo al Lecce. Saluto tutti, anche chi mi detesta”

Mi Napoli 13/03/2010 - campionato di calcio serie A / Napoli-Fiorentina / foto Marco Iorio/Image Sport nella foto: Pantaleo Corvino

Una perdita, quella di Pantaleo Corvino, da non sottovalutare per il Lecce. “Mister plusvalenze”, infatti, lascerà il vento salentino dopo ben 6 anni e 4 salvezze consecutive. Ricordiamo tra i suoi affari Dorgu, acquistato a 200 mila euro e rivenduto a 30 milioni allo United. Intervenuto in conferenza stampa, ha così spiegato i motivi del suo addio.

Le parole di Corvino

corvino

“Il presidente mi ha voluto in un momento in cui avevo ancora due anni e mezzo di contratto a Firenze. Sono arrivato qui per riportare in equilibrio il club e ho accettato la sfida. Al presidente ho detto di non essere più nelle condizioni di poter dare il massimo alla società, ai tifosi, al territorio e a chi mi stima. Non ho più le forze e le energie: le ultime le ho spese nel periodo recente. Le partite si vincono dentro e fuori dal campo e abbiamo fatto tanto anche fuori dal rettangolo di gioco per raggiungere i risultati ottenuti.

Non volevo tradire la società e i tifosi: se l’avessi comunicato prima avrei creato turbamenti nello spogliatoio. Giocatori e tifosi l’hanno saputo dai giornali e mi è dispiaciuto. Arriva un momento nella vita in cui la corsa deve fermarsi. La passione c’è ancora, ma se non hai le energie devi fermarti. Mi dispiace, avrei voluto averne ancora per dare qualcosa a questo club. Il Lecce non può aspettare me, non so quanto tempo servirà per ritrovare la forza che mi ha sempre contraddistinto. Voglio vincere altre corse: mi sento un cavallo di razza, non voglio morire in casa, i cavalli di razza muoiono in pista.”

“Abbraccio tutti, anche chi mi detesta”

Banda

Infine:

Saluto il Salento, il mio territorio, tutti i tifosi del Lecce. Sono figlio di questa terra, sono partito dai campi polverosi della terza categoria. Il senso di appartenenza dei tifosi verso il Lecce è enorme. Sapevo di poter essere divisivo nei loro confronti: tanti loro idoli sono arrivati grazie a me, ma allo stesso tempo sono stato io a togliere loro il sogno di trattenerli. Io voglio che il Salento sia competitivo e conosciuto dalla Groenlandia alle Isole Far Oer.

Oggi il Salento è conosciuto anche per i risultati raggiunti, che rappresentano una ricchezza per il territorio. Vorrei idealmente abbracciare tutti i tifosi, anche chi mi detesta e chi mi ha scritto le peggiori volgarità. Abbiamo scelto di fare gli artigiani insieme al presidente, e mi auguro che questo Lecce resti stabilmente in Serie A: questo è il mio augurio. Credo che questo metodo non sia stato molto considerato perché oggi il calcio è fatto di algoritmi e tecnologia. Noi però abbiamo preferito un approccio artigianale.”