Il circo del Manchester United ha bisogno di normalità: Carragher chiede la conferma di Carrick

Jamie Carragher sul Telegraph chiede al Manchester United di confermare Michael Carrick come allenatore a titolo definitivo. In 13 partite ha raccolto 29 punti, ha riportato lo United in zona Champions e ha trasformato Bruno Fernandes in un candidato al titolo di giocatore dell'anno. In un mercato senza manager da botteghino, un biennale a Carrick è la scelta più logica.

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Manchester United's English Interim head coach Michael Carrick applauds fans on the pitch after the English Premier League football match between Manchester United and Manchester City at Old Trafford in Manchester, north west England, on January 17, 2026. United won the game 2-0. (Photo by Darren Staples / AFP)

Il circo del Manchester United ha disperatamente bisogno di banalità. Ne è convinto Jamie Carragher, che dalle colonne del Telegraph lancia un appello che sa tanto di brutale realismo: Michael Carrick deve essere confermato allenatore dei Red Devils a titolo definitivo.  Carrick al Manchester United ha riportato ciò che a Old Trafford mancava da anni: la normalità.

Perché Carrick è l’uomo giusto per il Manchester United?

Il motivo? Semplice pragmatismo. In un’era in cui il mercato scarseggia di manager da botteghino, la dirigenza farebbe bene a tenersi stretto l’uomo che ha riportato una merce rarissima a Old Trafford: la normalità. Dopo i drammi, le conferenze stampa surreali e le sconfitte imbarazzanti dell’era Amorim (e prima ancora di Ten Hag), Carrick ha regalato alla dirigenza tempo e tranquillità. I numeri parlano da soli: 29 punti in 13 partite di Premier, una media di 2,23 a partita che proiettata su un’intera stagione varrebbe 84 punti.

Carragher sottolinea con amara ironia come all’ex centrocampista sia bastato pochissimo per svoltare: un tecnico che «ha reso il gioco più semplice, facendo giocare uno come Bruno Fernandes nella sua vera posizione». Una mossa apparentemente elementare, ma che ha trasformato il portoghese in un candidato a giocatore dell’anno.

Perché Ancelotti e Nagelsmann non sono la soluzione?

Il punto centrale del pezzo del Telegraph è una rasoiata alle ambizioni fuori controllo del club. Basta con le interviste in cui si blatera di progetti a lungo termine per poi esonerare il genio di turno dopo pochi mesi. Nessun allenatore al mondo, nemmeno un Ancelotti (che Carragher ritiene inadatto per rifondare un club) o un Nagelsmann, guarderebbe questa rosa pensando di poter vincere la Premier o la Champions l’anno prossimo. Ancelotti, scrive Carragher, è un gestore di fuoriclasse, non un ricostruttore. Nagelsmann è impegnato col Mondiale e non sarebbe a Carrington il primo giorno di ritiro.

Carrick al Manchester United ha vinto il derby al debutto (2-0 al City), battuto l’Arsenal 3-2 alla seconda e portato lo United dal 15° posto al terzo in classifica, in piena zona Champions. Offrirgli un biennale è l’unica mossa logica: stabilizza l’ambiente, costa poco e, se proprio le cose dovessero precipitare, permette di cambiare rotta senza svenare le casse del club. A volte, l’uomo normale è l’antidoto migliore alle ennesime illusioni milionarie.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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