Conte verso la Nazionale fino al 2030: “Il 2016 una parentesi da aggiornare”
Accelerazione per Conte sulla panchina azzurra. Secondo la Gazzetta la logica: legarsi a un ct che sa vincere ha senso solo con un orizzonte lungo e Conte ha le sue motivazioni.

Dc Napoli 18/04/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Lazio / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Antonio Conte
Qualcosa si muove, anzi si è mosso: ed è un contropiede in piena regola. Conte alla Nazionale è ormai cosa nota, ma la novità delle ultime riflessioni riguarda la durata: secondo la Gazzetta dello Sport, per il tecnico è pronto un matrimonio lungo, fino al prossimo Mondiale. Un contratto di quattro anni, per il ct chiamato alla ripartenza che non si può fallire.
Conte alla Nazionale, perché un contratto fino al 2030
La logica dell’accelerazione, spiega la Gazzetta, nasce da una considerazione solo apparentemente banale: legarsi a un commissario tecnico “che sa come si vince” ha senso se il legame vivrà fino al traguardo del 2030, quando l’Italia dovrà presentarsi al via della Coppa del Mondo in programma tra Spagna, Portogallo e Marocco. È la strada che il nostro racconto seguiva da tempo, da quando Conte era già indicato come prima scelta per gli azzurri e la Gazzetta lanciava l’asse con Maldini direttore tecnico.
Un orizzonte oltre la legislatura Malagò

Il dato curioso è che il mandato del ct andrà oltre quello del presidente che lo sceglie: la legislatura Malagò durerà poco più di due stagioni, poi il voto, mentre la missione del commissario tecnico del “post shock Zenica” arriverà fino al 2030, per rimettere l’Italia in linea di galleggiamento con la sua dimensione naturale. Un orizzonte più ampio del previsto, che darebbe a Conte la possibilità di “disegnare la sua Italia senza sosta, ma senza fretta”: al di là dei risultati immediati per uscire dal cortocircuito, la prospettiva di costruire un gruppo con ampi margini di crescita. Tutto questo mentre il club lo libera, con Conte che lascia il Napoli ad Allegri e si va a sedere su una panchina il cui nodo politico ruota attorno a Malagò.
Il 2016, la parentesi che Conte vuole aggiornare
C’è infine la motivazione personale, ed è quella che più conta. La Gazzetta la sintetizza così: “Conte vuole la Nazionale perché considera quella del 2016 una parentesi da aggiornare e da vivere con una consapevolezza più profonda”. Il ct degli Europei di dieci anni fa — quelli dell’Italia coriacea e sorprendente — sente il lavoro lasciato a metà, e ora avrebbe il tempo e la cornice per riprenderlo da dove l’aveva interrotto. Resta da limare ancora qualche dettaglio, e non tutte le caselle del progetto azzurro sono incastrate, ma la direzione è segnata: avanti con Antonio, per un quadriennio.