Samuele Longo, ex promessa dell’Inter scaricato dopo 13 prestiti: “Credevano in me, ma poi sono diventato solo un numero”

Arrivato in nerazzurro nel 2009, ora ha 34 anni e gioca in Spagna: "In dieci anni non ho mai potuto scegliere il mio destino. Se non sei abbastanza performante, il calcio non cerca più di farti crescere, ma di renderti redditizio".

Samuele Longo, ex promessa dell’Inter scaricato dopo 13 prestiti: “Credevano in me, ma poi sono diventato solo un numero”

Inter Milan’s Polish midfielder #7 Piotr Zielinski (2R) reacts at the end of the Italian Serie A football match between Inter Milan and Atalanta at the San Siro stadium in Milan, northern Italy, on March 14, 2026. (Photo by MARCO BERTORELLO / AFP)

A quanti, troppi, calciatori è successo di essere proclamati come le “nuove stelle” di questo sport per poi essere scaricati dai propri club, svincolati o svenduti. Ne ha parlato Samuele Longo, ex promessa del calcio italiano, che militava nell’Inter.

In un’intervista a L’Equipe, l’attaccante ha parlato del suo arrivo in nerazzurro nel 2009, andandosene undici anni dopo e aspettando i 28 anni prima di disputare la sua prima stagione nella rosa di un club.

La storia di Samuele Longo, ex promessa dell’Inter diventato “un numero”

Longo è stato ceduto in prestito tredici volte (quattordici nella sua carriera, un record dopo il giamaicano Michael Hector) e ha disputato due presenze con l’Inter. Ora ha 34 anni, ha giocato 19 volte con l’Italia Under 21 e attualmente è nelle categorie inferiori del calcio spagnolo:

Nei primi anni, l’Inter credeva in me. Ma il calcio è un business enorme. Se non sei abbastanza performante, non cerca più di farti crescere, ma di renderti redditizio. Dopo alcuni prestiti, ero diventato soltanto un numero. Diverse volte, alla fine di un prestito, avrei voluto rimanere nel club che mi aveva accolto. Ma non mi è stato permesso. In dieci anni non ho mai potuto scegliere il mio destino“.

curva nord inter Il capo ultrà dell'Inter ucciso curva nord Ferdico ultras Beretta figc Guerra ultras Inter

A questo proposito è intervenuto lo psicologo dello sport Paul McCarthy, parlando delle situazioni che possono sconvolgere la stabilità familiare e rendere le persone più vulnerabili:

Portano a due conseguenze: isolamento e crisi d’identità. Possono avere la sensazione di essere rifiutati dal loro club d’origine. Si ritrovano in una nuova destinazione temporanea, senza un vero punto di riferimento. Il senso di appartenenza è fondamentale per il nostro benessere e per la percezione che abbiamo di chi siamo“.