Comolli rischia il posto alla Juventus: il Cda di fine mese può diventare la resa dei conti per l’ad di Elkann
Secondo Repubblica, il Cda potrebbe trasformarsi nella resa dei conti: anche l'ad Comolli rischia. Il "warning" di Elkann scade proprio allora, e il mercato resta il tasto dolente

Db Cremona 01/11/2025 - campionato di calcio serie A / Cremonese-Juventus / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Damien Comolli-Francois Modesto
Alla Continassa non è ancora tornato il sereno. E il prossimo consiglio di amministrazione della Juventus, in programma a fine mese, rischia di diventare molto più di una formalità contabile. Lo scrive Repubblica: Comolli rischia, e con lui l’intero assetto dirigenziale bianconero.
Repubblica: il Cda della Juventus può diventare la resa dei conti di Comolli
Secondo il quotidiano, quella che doveva essere una semplice approvazione del budget può trasformarsi in una verifica generale, in cui tutti — compreso l’ad Comolli — rischiano di essere messi alla porta di punto in bianco. Le acque non si sono calmate dopo l’incontro di fine maggio tra John Elkann, lo stesso Comolli e Luciano Spalletti: una tregua armata, la definisce Repubblica, utile solo a non fermare la macchina prima della riunione decisiva. Già oggi, in un vertice strategico tra gli uomini dell’area sportiva — da Comolli a Chiellini — si definirà il budget e si capirà l’aria che tira.

Il warning di Elkann scade a fine mese: niente è casuale
Il dettaglio che pesa è cronologico. Dopo il “warning” lanciato al dirigente francese, Elkann gli aveva dato appuntamento al mese successivo per una valutazione definitiva del suo operato. E quell’appuntamento, osserva Repubblica, scade proprio in coincidenza con il Cda di fine mese: niente è casuale. Oltre al budget, sul tavolo finirà l’operato dell’intero consiglio, e come avevamo raccontato la posizione dell’ad è la più esposta.
Mercato e relazioni, i tasti dolenti: Comolli è un uomo solo
I capi d’imputazione sono due. Il primo è il mercato, il vero punto debole della sua gestione — quello che Tuttosport indicava come “il vero problema” della Juve. Il secondo è la scarsa capacità di tessere relazioni perfino dentro la sua stessa società: Repubblica lo descrive come “un uomo solo” nella casa che dovrebbe essere la sua creatura. Non a caso Spalletti non aveva gradito quando Comolli parlò di “fallimento”, e Damascelli da tempo fa a pezzi la scelta di Elkann