Come giocherà il Milan di Amorim: il modulo, la rifondazione e il rebus Leao

Dopo il divorzio da Allegri — finito a Napoli — il Diavolo affida la panchina a Ruben Amorim. Difesa a tre, linea altissima e palleggio dal basso: ecco l'identità del tecnico portoghese, e perché il suo arrivo intreccia inevitabilmente il futuro di Rafael Leao.

Come giocherà il Milan di Amorim: il modulo, la rifondazione e il rebus Leao

Db Milano 19/10/2025 - campionato di calcio serie A / Milan-Fiorentina / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Rafael Leao

Stavolta ci siamo. Dopo un casting lunghissimo, fatto di silenzi, piste saltate e incertezze, il Milan ha scelto: la rifondazione rossonera passerà da Ruben Amorim. Il tecnico portoghese, 41 anni, fermo da gennaio dopo l’esonero al Manchester United, ha trovato l’accordo per un biennale con opzione da circa 3,5 milioni a stagione. Un nome che divide, dopo l’esperienza fallimentare all’Old Trafford, ma che porta con sé un’idea di gioco nettissima — l’esatto opposto del pragmatismo di un Allegri ormai sbarcato a Napoli.

Il modulo e la filosofia: difesa a tre e linea altissima

Amorim non ha mai fatto mistero della propria identità: difesa a tre, quattro a centrocampo e due varianti offensive, con il 3-4-2-1 e il 3-4-3 come punti fermi a seconda degli interpreti. L’azione comincia sempre dal basso, con il coinvolgimento costante del portiere: per caratteristiche, Mike Maignan sembra l’interprete ideale di questo gioco. Dietro servono difensori bravi in costruzione, pronti a impostare con personalità; in fase di non possesso la linea è altissima, anche a costo di concedere ampie praterie alle spalle.

shaw amorim, united

 

A centrocampo, uno dei due mediani si abbassa per ricevere e dettare i tempi, liberando il compagno per gli inserimenti. Decisivi gli esterni, chiamati a sovrapposizioni continue e a un sostegno permanente della manovra offensiva. Davanti, invece, l’assetto è camaleontico: allo Sporting ha esaltato esterni puri come Trincão, allo United ha alternato profili diversissimi — da Garnacho a Mbeumo, da Zirkzee a Mount — senza però trovare mai il mix giusto.

Il rebus Leao: si separano le strade?

L’arrivo di Amorim chiama in causa subito il futuro di Rafael Leao, che nelle ultime settimane ha più volte ribadito la volontà di lasciare il Milan dopo sette anni, in piena fuga delle stelle rossonere. Il portoghese è un estimatore del numero 10 — accostato più volte proprio allo United ai tempi della sua gestione — ma dopo le dichiarazioni nette di Rafa è difficile immaginare un’inversione di rotta. Le strade sembrano destinate a dividersi, anche se non è escluso che il nuovo tecnico provi a sondare il terreno per capire se ci siano margini di ricucitura tra giocatore, club e ambiente.

La rifondazione: il 9, la trequarti e i nomi in uscita

Il cantiere più profondo è davanti. Amorim ha bisogno di interpreti dalle caratteristiche precise: se il nuovo centravanti era già la priorità assoluta del mercato, ora potrebbero servire ritocchi mirati anche sulla trequarti, dove solo Pulisic e Nkunku sembrano rispondere alle esigenze del portoghese — che potrebbe chiedere in aggiunta un trequartista o un esterno mancino. Oltre a Leao, resta in uscita anche Loftus-Cheek. Sugli esterni Saelemaekers può tornare centrale come ai tempi di Allegri, mentre in difesa è tutta da valutare la posizione di Tomori. Un Milan, insomma, da ricostruire quasi da zero: e Amorim, reduce dal naufragio inglese, arriva con la pressione di chi deve subito invertire la rotta.