Chiesa rivela: “Giuntoli e Thiago Motta mi dissero: non ci servi, trovati una squadra”

In un'intervista alla Gazzetta dello Sport, Federico Chiesa racconta la verità sul suo addio alla Juventus e un aneddoto su Cristiano Ronaldo.

Chiesa rivela: “Giuntoli e Thiago Motta mi dissero: non ci servi, trovati una squadra”

Liverpool's Italian striker #14 Federico Chiesa celebrates after scoring their third goal during the English Premier League football match between Liverpool and Bournemouth at Anfield in Liverpool, north west England on August 15, 2025. (Photo by Paul ELLIS / AFP)

C’è una verità, dietro l’addio di Federico Chiesa alla Juventus, e a raccontarla è lo stesso giocatore. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, l’esterno oggi al Liverpool ha svelato il retroscena della sua uscita da Torino, tirando in ballo Cristiano Giuntoli e l’ex allenatore Thiago Motta.

Le parole di Chiesa su Giuntoli: “Non ci servi, trovati una squadra”

Il racconto è netto. Giuntoli e Thiago Motta mi hanno detto: ‘Fede, non ci servi, trovati una squadra'”, ha rivelato Chiesa. Una frase che ribalta la narrazione di quei mesi, quando l’addio del figlio d’arte fu raccontato come una scelta dettata dalle sue richieste economiche. È un retroscena che conferma la nostra lettura di allora, quando le parole di Chiesa aprirono perfino il tema di una “class action” contro Giuntoli e Thiago Motta.

La verità sul rinnovo: “Non me l’hanno mai offerto”

Su quel punto Chiesa è andato dritto: “Si è anche detto che pretendessi molti soldi, ma la verità è un’altra: non mi è mai stato offerto il rinnovo. Non ne abbiamo nemmeno parlato”. Nessuna trattativa, dunque, ma una porta chiusa in partenza. Eppure nessun rancore verso i colori: “La Juve è sempre nel mio cuore e vorrei tornarci”, ha ammesso, lasciando aperta la porta a un ritorno in Serie A.

L’aneddoto su Ronaldo

Nell’intervista c’è anche il lato più leggero, legato agli anni con Cristiano Ronaldo alla Juve. Chiesa ha ricordato che, quando da giovane si lanciava in campo “a testa bassa”, il portoghese gli ripeteva sempre lo stesso consiglio — un’indicazione semplice ma preziosa, di quelle che solo un fuoriclasse sa dare a un compagno più giovane.

Il caso Chiesa, simbolo del fallimento dell’era Giuntoli-Thiago Motta

Per il calcio italiano, però, il dato che resta è un altro: il caso Chiesa è diventato il simbolo dell’era Giuntoli-Thiago Motta alla Juventus, una gestione che ha fatto discutere e di cui i bianconeri pagano ancora l’eredità. Dalla porta, con l’affare Di Gregorio per Szczesny, fino agli esuberi mandati via, le scelte di quella coppia sono finite spesso sul banco degli imputati. Lo stesso Giuntoli, l’uomo che a Napoli aveva costruito uno scudetto e che oggi a Torino — e non solo — non ha smesso di far parlare di sé, esce ridimensionato da questo racconto. Chiesa, intanto, si è rilanciato altrove: a volte il “non ci servi” detto con leggerezza diventa, col tempo, un boomerang.

Ora il ritorno in Serie A: “La Juve resta nel mio cuore”

Il futuro di Chiesa, oggi, passa da un possibile ritorno in Serie A, con la Juve che resta “nel cuore“. Ma il senso del suo racconto va oltre il mercato: è la testimonianza, dall’interno, di come una big abbia liquidato un talento azzurro senza nemmeno discuterne. E di come, certe scelte, prima o poi tornino a bussare.