L’inedito asse Marotta-De Laurentiis dietro Conte ct della Nazionale

Tuttosport racconta la sorprendente alleanza tra i presidenti di Napoli e Inter. Non sempre allineati, ma uniti da una esperienza: con Conte hanno vinto

L’inedito asse Marotta-De Laurentiis dietro Conte ct della Nazionale

Per la rinascita della Nazionale, chi ha vinto con Antonio Conte non ha dubbi: è l’uomo giusto. E il consiglio a Giovanni Malagò, scrive Tuttosport, non arriva da due qualunque. Dietro la candidatura di Conte ct c’è un’alleanza tanto efficace quanto inattesa: l’asse Marotta-De Laurentiis, i presidenti di Inter e Napoli, capofila della Serie A che ha sponsorizzato il salentino.

L’asse Marotta-De Laurentiis dietro la candidatura di Conte

I ruoli, racconta il quotidiano, sono distinti ma complementari. Aurelio De Laurentiis “è stato il primo a fare pubblicamente il suo nome, forse anche nella speranza che l’azzurro rappresentasse l’exit strategy del rapporto con Conte, poi risolto con grande serenità reciproca” — in fondo è lo stesso ADL che ha già consegnato il Napoli ad Allegri. Beppe Marotta, invece, è stato “ancora più decisivo”: non ha lavorato da solo, ma ha tessuto quella convergenza “spontanea” che alla fine ha portato l’ex numero uno del Coni al vertice della Figc. Un asse insolito, sottolinea Tuttosport, perché i due non sono sempre stati allineati sui temi di politica sportiva — “a novembre 2024 la temperatura era salita in modo preoccupante” — ma hanno in comune una cosa: “hanno avuto Conte, Marotta prima alla Juventus e poi in nerazzurro, e con lui hanno trionfato. Ne conoscono il carattere, ma ne apprezzano la qualità”.

Antonio Conte

La chiave nelle pieghe della mutualità per l’ingaggio

Il nodo vero, però, resta l’ingaggio oneroso. E qui i due presidenti potrebbero rappresentare la convergenza in Lega per contribuire: “Difficile immaginare un supporto diretto, ma nelle pieghe della mutualità si può nascondere la chiave per risolvere uno dei rebus attorno al flirt con Conte”. Un sostegno indiretto, insomma, che renderebbe sostenibile un’operazione altrimenti complicata, dentro un progetto azzurro le cui caselle non sono ancora tutte incastrate.

Mancini paga la “fuga saudita”, e c’è da convincere Conte

Non che la strada sia spianata. Fosse per Malagò, che per ora “non ha parlato con nessuno” e prima vuole scegliere il direttore tecnico, “la chiamata a Roberto Mancini sarebbe la più naturale”. Ma l’opposizione dei club di Serie A — la cui inedita sintonia è alla base del nuovo corso — resta netta: Mancini “paga la fuga saudita”. Resta poi da convincere lo stesso Conte, che “rimugina, ma forse vuole solo essere blandito”, e nessuno come Malagò sa farlo. Sullo sfondo il nodo del direttore tecnico, da sciogliere prima del ct: il nome che mette d’accordo tutti resta Paolo Maldini, uscito dai radar ma non per forza una porta chiusa; se sfumasse, attenzione ai suoi ex compagni Costacurta e Albertini. Una cosa è certa, chiosa Tuttosport: a chi riportasse Conte in azzurro, “non si potrebbe dire nulla”.

Mancini Juventus Nazionale spalletti