Arrivano i Mondiali, e a Città del Messico gli insegnanti abbattono le statue dei calciatori

Le proteste per stipendi e pensioni non risparmiano i simboli calcistici: abbattute e bruciate le statue di Spagna, Francia e Belgio

Arrivano i Mondiali, e a Città del Messico gli insegnanti abbattono le statue dei calciatori

Protestors pull down a giant sculpture alluding to the FIFA 2026 World Cup during a demonstration by the National Coordination of Education Workers (CNTE) in Mexico City on June 2, 2026. Protesting teachers attacked an exhibition themed around the FIFA 2026 World Cup football tournament in an attempt to put pressure on their labor demands.

C’è una bella atmosfera in Messico, prima dei Mondiali. Le proteste a Città del Messico, in particolare quella degli insegnanti, ora prendono di mira i simboli del pallone. Gli insegnanti hanno abbattuto le gigantesche statue dei calciatori in giro per la città, e minacciano di intensificare le proteste prima del torneo se il governo non prenderà in considerazione le loro richieste.

La protesta di Città del Messico

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Le statue in plastica, alte cinque metri, dei giocatori di tutto il mondo, fiancheggiano il Paseo de la Reforma. I manifestanti hanno abbattuto tre di queste statue – Spagna, Belgio e Francia – con delle corde, hanno rimosso le maglie e le hanno bruciate. Una protesta sobria. “Se non ci sarà una soluzione, la palla non rotolerà”, è stata scritta con graffiti rossi su una delle statue. La statua del Messico, tra le altre, è stata inizialmente risparmiata, e la polizia non è intervenuta.

Una manifestazione pacifica

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La presidente Claudia Sheinbaum ha definito pacifica la manifestazione. La polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere una marcia vicino allo Zócalo, la piazza centrale dove si svolgerà la festa dei tifosi. Gli agenti anche ieri hanno continuato a bloccare la piazza con barricate metalliche. Il sindacato CNTE minaccia inoltre manifestazioni di massa durante la cerimonia di apertura dei Mondiali l’11 giugno.