Sombreri, Shakira e una Coppa gigante: l’italiano Balich svela l’inaugurazione dei Mondiali

A curare l'inaugurazione Mondiali 2026 è un italiano: Marco Balich, 64 anni, il regista delle grandi cerimonie. In un'intervista a Repubblica ha anticipato cosa vedremo l'11 giugno

Sombreri, Shakira e una Coppa gigante: l’italiano Balich svela l’inaugurazione dei Mondiali

Doha (Qatar) 18/12/2022 - finale Mondiali di calcio Qatar 2022 / Argentina-Francia / foto Imago/Image Sport nella foto: coppa del Mondo ONLY ITALY

L’inaugurazione Mondiali 2026 parla italiano. A disegnarla è Marco Balich, il “boss delle cerimonie”, lo stesso che a febbraio aveva aperto le Olimpiadi di Milano-Cortina. Un doppio colpo — Giochi e Mondiale nello stesso anno — che Balich, intervistato da Repubblica, rivendica con orgoglio: “Prima volta al mondo che succede”, dice, al punto da definire il suo studio “a società creativa più forte del pianeta”.

Cosa vedremo l’11 giugno

Il sipario si alza l’11 giugno allo stadio Azteca di Città del Messico, “il mitico teatro di Italia-Germania 4-3″ e della finale del 1970. Non sarà un evento unico: il giorno dopo la festa si replica a Toronto e Los Angeles, tre cerimonie quasi in parallelo nei tre Paesi ospitanti (per orientarsi tra le sedi, ecco la nostra guida ai 16 stadi del Mondiale, dall’Azteca al MetLife).

Lo show, anticipa Balich, giocherà sull’identità di Usa, Messico e Canada e perfino sulle quattro lettere del logo FIFA, animate. Ci saranno blocchi da trenta minuti più dodici prima del fischio d’inizio, e “non solo cantanti e artisti”. Tra i nomi, Shakira canterà l’inno, affiancata da artisti come Katy Perry, Alanis Morissette e Michael Bublé.

Sombreri, animali e un oceano di glitter

Sul fronte delle coreografie di massa, Balich promette un crescendo geografico: “Sombreri a Città del Messico, tanta natura e animali a Toronto” e un oceano di glitter a Los Angeles, in stile notte degli Oscar. Al centro di tutto, la gigantesca Coppa d’oro. Il gadget-simbolo? Un sombrero di cartone che verrà dato a tutti gli spettatori dell’apertura messicana. Coreografie kolossal per un torneo che la FIFA vuole il più ricco di sempre, tanto che ha già aumentato i premi in denaro.

L’incognita Trump e l’assenza che fa male

C’è poi il convitato di pietra, Donald Trump. Balich non si nasconde: “Il suo stile è esacerbare inutilmente ogni cosa”, e l’obiettivo è scollegare il più possibile l’evento dalla politica. Ma il vero problema, ammette, è un altro: “l’assenza della nazionale italiana”.