Arnaldi ha giocato quasi 18 ore in 4 partite, L’Equipe esalta “il contrattaccante maratoneta”
Il tennis senza Sinner e Alcaraz è un territorio sconosciuto, un posto strano nel quale Berrettini, ai quarti di Parigi dopo 13 ore di gioco, va considerato “fresco”

Italy's Matteo Arnaldi plays a forehand return to US Frances Tiafoe during their men's singles match on day 9 of the French Open tennis tournament on Court Suzanne-Lenglen at the Roland-Garros Complex in Paris on June 1, 2026. (Photo by Anne-Christine POUJOULAT / AFP)
Il tennis senza Sinner e Alcaraz è un posto strano. Un luogo inedito in cui puoi ritrovarti ai quarti di finale del Roland Garros Matteo Berrettini, reduce da 13 ore e 11 minuti in campo, e dire che quello “fresco” è lui. Perché l’altro, l’avversario, è impronosticabilmente un italiano, Matteo Arnaldi. E lui per arrivare ai quarti ha passato in campo la bellezza di 17 ore e 42 minuti. L’ultima partita, gli ottavi in notturna contro Tiafoe, è durata appena 5 ore e 26 minuti. Il monte ore è un record, scrive L’Equipe. Che giustamente dedica un articolo al “maratoneta” italiano. “Il contrattaccante”, lo definisce. La sua storia è un perfetto contraltare del dominio di Sinner, effettivamente.
La sua partita più breve a Parigi è stata un “tranquillo” 3 ore e 17 minuti per eliminare Tsitsipas in quattro set. In ognuno dei suoi quattro match, Arnaldi ha perso almeno un set. E’ rimasto in campo per una media di 4 ore e 11 minuti di gioco a partita. “Ho giocato di più in questo torneo che in tutto l’anno”, ha scherzato lui.

E’ rinato a Cagliari

Infortunato al piede destro, Arnaldi si era limitato ad allenarsi per mesi e aveva accumulato solo sconfitte, ricorda il giornale francese. Da un best ranking di 30 al mondo era uscito dalla top 100, e aveva vinto solo due partite quest’anno. “Ma ha continuato a seguire il consiglio di suo padre, ex nuotatore: “Che tu vinca o perda, torna ad allenarti”. Ha finalmente ritrovato la sua forma al Challenger di Cagliari”.
Fabio Colangelo, il suo coach dice che ora si muovono in un territorio sconosciuto: “Non è mai arrivato così lontano in un torneo del Grande Slam”, ha detto a Ubitennis. “Non abbiamo parametri di riferimento, possiamo solo sperare che si sia ripreso”.