All’estero non lavorano solo gli allenatori hipster, ci sono anche Ancelotti e Inzaghi

POSTA NAPOLISTA - Il professor Luca Lanini risponde all'articolo di Marco Giordano sulla fuga dei cervelli della panchina. L'obiettivo è chiaramente Allegri ma nel calcio la Realtà supera sempre l'Ideologia

All’estero non lavorano solo gli allenatori hipster, ci sono anche Ancelotti e Inzaghi

Brazil's national football team coach Italian Carlo Ancelotti gestures during a press conference to announce the squad for the international friendlies against France and Croatia in Rio de Janeiro, Brazil on March 16, 2026. Pablo PORCIUNCULA / AFP

Gentilissim* Napolist*,

mi permetto di disturbarvi per fare alcune considerazioni a margine dell’articolo del dottore Marco Giordano dal titolo “La serie A sempre più triste e vecchia: i migliori allenatori (Italiano, Fairoli, Maresca, De Zerbi) vanno all’estero”.

La delusione perché Italiano non sarà allenatore del Napoli

Il dottore Marco Giordano è rimasto molto deluso dal fatto che il suo protégé Vincenzo Italiano NON siederà sulla panchina del Napoli, nonostante la straordinaria operazione di lobbying operata attraverso tutti i canali disponibili. Come dimenticare l’accorato appello “date una panchina a Vincenzo Italiano!”? Un’azione che si inseriva in quella più generale “congiura delle redazioni”, in quell’opera di “mascariamento” della conduzione tecnica di Antonio Conte, che certo non ha contribuito alla sua permanenza alla guida della Ssc Napoli.

Milan Italiano

Mg Roma 14/05/2025 – finale Coppa Italia / Milan-Bologna / foto Matteo Gribaudi/Image Sport
nella foto: Vincenzo Italiano

Ma questo è ormai è il passato. Oggi l’obiettivo sembra essere diventato, in via preventiva, il sostituto di Antonio Conte, quel Massimiliano Allegri reo di aver detto alcune cose di senso comune:

1. nello sport professionistico conta il risultato, anche se striminzito (di “corto muso”);

2. che, proprio perché il calcio è uno sport dai punteggi bassi, spesso è deciso dalle invenzione dei singoli;

3. per quanto appena detto, la difesa conta quanto l’attacco;

4. che non necessariamente per vincere bisogna fare 546.976 passaggi consecutivi, ma va bene anche risalire con tre passaggi e andare in porta. Tutte cose ampiamente sottoscrivibili e comprensibili da chiunque segua questo sport da alcuni anni.

Gli allenatori hipster devono ancora dimostrare tutto il loro valore

Il dottor Giordano identifica una generazione di allenatori italiani che allenano (o alleneranno) all’estero e che dovrebbero essere richiamati (senza averglielo chiesto, ritengo…) con una legge tipo quella sul “rientro dei cervelli”. Sono tutti allenatori giovani (io li chiamo gli allenatori hipster: barbetta di qualche giorno, pantaloni stretti alla caviglia, t-shirt aderenti…), accomunati dal fatto di “avere idee e volere innovare”.

maresca chelsea

Ma tutti allenatori, direi io, che ancora devono dimostrare – chi più, chi meno – tutto il loro valore. Maresca ha sì vinto in maniera netta e inaspettata quel torneo estivo che ha il titolo roboante di Mondiale dei club, ma viene da un improvvido esonero dal Chelsea. Farioli ha vinto il campionato portoghese (un torneo ça va sans dire nettamente migliore della Serie A…), ma ad Amsterdam non vogliono neanche sentirlo nominare. De Zerbi ha salvato in extremis dalla retrocessione il Tottenham, dopo essere stato cacciato senza troppi rimpianti da Marsiglia. Italiano l’ho tenuto per ultimo, perché davvero mi risulta incomprensibile (limite mio, lo dico subito!) l’hype che lo circonda, dall’alto di un settimo posto come miglior risultato in serie A e una Coppa Italia (come il derelitto Rino Gattuso!)

Tra Realtà e ideologia vince la Realtà. Sempre.

Il dottor Giordano dimentica che all’estero allena, ad esempio, Inzaghi che invece qualcosina ha vinto e ha pure disputato 2 finali di Champions (come quel livornese che sta per fare il biglietto per Capodichino). O il più grande di tutti, quel Carlo Ancelotti, che “si è andato a prendere la pensione” in Brasile, mentre Florentino Peres si aggira per Madrid, chiedendosi “ma a me chi mi ha cecato”. Perché per questi due non è previsto il rientro coatto in qualità di “salvatori della patria”?

Giordano si definisce nella sua bio “giornalista progressista”, cosa che a noi vecchi riformisti mette sempre un po’ in allarme. Si scrive “progressista” e si legge “massimalista”. Il calcio è lo sport più popolare al mondo (non necessariamente il più bello o “spettacolare”, qualsiasi cosa vogliano dire questi termini applicati in un contesto agonistico) proprio perché è metafora della vita: talvolta non vince il più bello, il più talentoso, il più ricco, ma chi è più resiliente, chi è più furbo, chi sfrutta le debolezze di un avversario più forte. Tutte cose che il Napoli di Antonio Conte è stato al grado massimo, en passant. E nel calcio, come nel mondo al di là degli stadi, tra Realtà e ideologia vince la Realtà. Sempre.

Chivu

Cordiali saluti e buon lavoro,

Luca Lanini
Professore Ordinario/Full Professor, PhD
Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura/Dean of Master Degree in Building Engineering-Architecture

DESTeC_Dipartimento di Ingegneria
dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni. Università di Pisa