Allegri e quel feeling coi campioni: a lui il compito di riaccendere De Bruyne
Il Corsport fa l'elenco dei fuoriclasse allenati dal livornese, da Ronaldinho a Cr7. Poi, su De Bruyne: "Il loro primo incontro non sarà a Napoli: tra Dimaro e più probabilmente Castel di Sangro"

Db Milano18/02/2026 - campionato di calcio serie A / Milan-Como / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri
Max e i fuoriclasse: una lunga storia d’amore. Lo abbiamo detto spesso: Allegri non sacrifica il talento e i piedi buoni sull’altare del tatticismo esasperato. Per questo motivo, determinati calciatori, complici anche i suoi modi meno da generale, sviluppano questo feeling con lui. Fabio Mandarini, sul Corriere dello Sport, fa un elenco dei campioni allenati dal tecnico livornese e sottolinea come spetterà proprio al nuovo allenatore del Napoli riaccendere la fantasia del fuoriclasse belga.
Napoli, hai un gestore d fuoriclasse

Si legge sul Corriere:
“Allegri, dicevamo, ha allenato grandi, grandissimi e un po’ di indimenticabili fuoriclasse: Ronaldinho al Milan, per esempio, e poi Cristiano Ronaldo alla Juventus. Dove ha lavorato anche con Tevez e Higuain, Pogba e Dybala, Dani Alves, Vidal, Mandzukic e Alex Sandro. E poi, magnifici italiani: dal maestro Pirlo e Buffon a Chiellini. Super nomi anche al Milan, oltre a Dinho: Robinho, Seedorf, Pato, Ibra, Cassano, Thiago Silva e anche Nesta, Pippo Inzaghi e Gattuso.
Su De Bruyne:
“L’incontro tra Kev e Max dipende dal cammino del Belgio in Coppa del Mondo, ma la certezza è che il primo incontro non sarà a Napoli: tra Dimaro e più probabilmente Castel di Sangro, ovvero le sedi dei due ritiri estivi in programma tra metà luglio e metà agosto”
Infine, Mandarini specifica che spetterà proprio ad Allegri riaccendere la fantasia del belga, che finora si è vista solo a sprazzi.
Le parole di De Bruyne su Conte

Ricordiamo che De Bruyne aveva commentato così l’addio di Conte;
“All’inizio e anche dopo il mio rientro, ho trovato che il livello fosse buono. È stato naturalmente difficile per me perché Conte ha una visione del calcio molto diversa dalla mia, e non ha senso girarci attorno. Non ho mai davvero giocato nel mio ruolo. È quello che è. Ho sempre dato il 100%. Ho giocato abbastanza, anche dopo il mio infortunio, quindi per me va tutto bene.”
Se sono felice che Conte se ne vada? Per me sì. Per me non doveva restare. Se resto io? Penso sia importante avere un confronto sul modo di giocare. Quest’anno ho capito che il modo di giocare è molto importante per me. Deve anche essere divertente, e quest’anno mi è mancato un po’. Ho ancora un anno di contratto, ma voglio parlarne. L’anno scorso erano state promesse alcune cose su come avremmo giocato, ma alla fine non si sono concretizzate, ed è un peccato”
Va da sé che dopo questa sorta di strappo, Allegri dovrà fare un lavorone per rimetterlo al centro del progetto. Staremo a vedere.