Abate era stato allontanato dalla Primavera del Milan perché non faceva giocare il figlio di Ibrahimovic
Il Corsera ricorda che Ibra non è nuovo a far cacciare allenatori, lo aveva già fatto con il nuovo allenatore del Torino quando era alla Primavera del Milan.

Mg Monza 15/02/2026 - campionato di calcio serie B / Monza-Juve Stabia / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Ignazio Abate
C’è una riga, nel pezzo di Monica Colombo sul Corriere della Sera, che vale tutta la telenovela rossonera di queste settimane. Riguarda Abate, il nuovo allenatore del Torino, e spiega meglio di mille organigrammi che aria tira a Milanello: era stato “allontanato dalla Primavera del Milan perché non faceva giocare Maximilian, primogenito di Ibrahimovic”. Tutto qui. Non i risultati, non il gioco, non la gestione dello spogliatoio: la colpa era tenere in panchina il figlio del dirigente.
Abate al Torino: cacciato dalla Primavera del Milan per il figlio di Ibra
Il dettaglio non è un pettegolezzo a margine. Arriva dentro il racconto del corteggiamento del Milan al c.t. dell’Austria, che — scrive Colombo — “pur allettato dalla proposta del Milan, dopo aver chiesto carta bianca sulla scelta di tecnico, d.s. e gestione settore giovanile, teme eventuali ingerenze di Ibra”. Lo stesso Ibrahimovic il cui figlio è costato la panchina ad Abate. Il quadro si chiude da solo.
E così, annota il Corriere, “si preannuncia interessante la prima giornata di campionato per il Diavolo”: di fronte, sulla panchina avversaria, potrebbe esserci proprio l’uomo che il Milan ha scaricato per una questione di cognomi. Abate, “dopo le brillanti esperienze alla Ternana e alla Juve Stabia, sta per firmare un biennale con il Torino”, dove “raccoglie l’eredità di D’Aversa”.
Abate al Torino, il più giovane dell’era Cairo: la Serie A che ringiovanisce
A (quasi) 40 anni Abate sarà il più giovane tecnico dell’era Cairo, e si inserisce in quella che Andrea Sereni, su Repubblica, ha fotografato così: “I giovani vanno in panchina, la leva degli allenatori cambia i volti della serie A”. Non è un paese per vecchi, almeno sulle panchine.
I numeri raccontano lo scarto. L’età media degli allenatori di Serie A è scesa a 49,27 anni, contro i 51,75 del 2022/2023 — e quel dato resta gonfiato da tre “vecchi lupi di mare” come Gasperini (68), Sarri (67) e Spalletti. Tolti loro, la fotografia è quella di una generazione di Millennial al comando: si va dai 39 anni di Fabregas ai 35 di Chivu. “Tedesco al Bologna, Aquilani al Sassuolo, Abate al Torino: in tre fanno un’età media di 40 anni, la stessa di Modric”.