A questo Mondiale dei grandi bomber manca giusto “il nuovo Schillaci”, chi sarà?
Cascarino, sul Times, un nome nel taschino ce l'ha: lo spagnolo Mikel Oyarzabal. Ma tra i big quello favorito resta Mbappé

Italian forward Salvatore Schillaci exults after scoring his team's first goal during the World Cup semifinal soccer match between Italy and Argentina 03 July 1990 in Naples. Argentina and Italy played to a 1-1 tie but Argentina advanced to the finals with a 4-3 victory on penalty kicks dashing the hopes of Italian fans of a World Cup victory by their team on home soil. (Photo by DANIEL GARCIA / AFP)
Tutti le grandi firme, chi prima chi dopo (come Ronaldo), si sono iscritte alla corsa per diventare il capocannoniere del Mondiale. Chi manca? Manca…. il nuovo Schillaci. La sorpresa, l’uomo in più, quello che chiuso in una parentesi, esplode all’improvviso ed entra nella leggenda. Il Times un nome nel taschino ce l’ha: lo spagnolo Mikel Oyarzabal.
Oyarzabal come Schillaci
E’ un parere da addetto ai lavori, quello di Tony Cascarino. “Oyarzabal era la mia scelta per il premio prima dell’inizio del torneo. Mi ricorda Schillaci perché è veloce e agile e segna ogni tipo di gol. Con Lamine Yamal e Nico Williams di nuovo in azione per assisterlo, abbiamo visto quanto sia cruciale la sua abilità nel bracconaggio; ha segnato dieci volte nelle ultime nove partite con la sua nazionale”.

E’ chiaro che sarebbe un outsider. Cascarino ragiona anche sui big: “La Norvegia affronta la Francia con la coppia già qualificata alla fase a eliminazione diretta, ma, da attaccante, so che Haaland e Mbappé imploreranno i rispettivi allenatori di non riposarsi venerdì. Messi, vista l’età (mercoledì ha compiuto 39 anni), il recente infortunio e il fatto che l’Argentina è già in testa al girone, è sicuramente quello che corre il rischio maggiore di rotazione. Ma se dovesse giocare contro Jordan, sarei sorpreso se non riuscisse ad aumentare il suo vantaggio, avendo segnato cinque gol nelle prime due partite. Poi, sfortunatamente per Haaland, mi aspetto che dipenda dalla qualità delle loro squadre. Per quanto prolifico sia stato il norvegese, se perdesse l’ultima partita, si prevede che affronterà la Costa d’Avorio e poi il Brasile. Una corsa difficile come quella dovrebbe aprire la porta a Mbappé o Messi, che probabilmente avranno opportunità di segnare più avanti nel torneo per squadre superiori”.
E altrettanto “è improbabile che anche Harry Kane abbia un’altra partita tranquilla come quella contro una risoluta difesa del Ghana martedì. Anche se, per tenere il passo della capolista, dovrà sparare contro una squadra panamense che non ha nulla da perdere quando sabato incontrerà l’Inghilterra”.
Ma il favorito resta Mbappé
Pe ora dice che il favorito è Mbappé, “anche perché ha dimostrato di sapercela fare sui palcoscenici più importanti, compresa una tripletta nella finale del Qatar quattro anni fa. Indipendentemente da chi vince, rimarrei scioccato se il conteggio finale non raggiungesse gli otto gol”.

E poi l’ex attaccante irlandese parla un po’ di sé, dice che l’ego in questi casi fa molto: “La mia mancanza di spinta per i riconoscimenti personali è il motivo per cui che mi ha frenato. Ricordo sempre Teddy Sheringham che cercava di battere il mio bottino di gol ogni stagione – e non è certo una cosa negativa – ma non mi ha mai dato fastidio più di tanto. Forse è per questo che a Roma guardavo Vialli dalla panchina”.