Spalletti a Gudmundsson: “È stato antisportivo, voleva perdere tempo con un altro un pallone in campo”
In conferenza: "Poi voleva venirmi a salutare e gli ho detto di non toccarmi. Ha sbagliato persona. Futuro? Devo analizzarmi, devo approfondire la gestione che ho della pressione"

Mg Bergamo 11/04/2026 - campionato di calcio serie A / Atalanta-Juventus / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Luciano Spalletti
Luciano Spalletti è apparso nervoso, teso, quasi scurissimo in volto al termine della sfida tra Juventus e Fiorentina, una partita che ha lasciato strascichi ben oltre il risultato per quello che ha significato per i bianconeri (a un passo dall’esclusione dalla prossima Champions ndr). In questo contesto si è consumato un episodio che ha acceso ulteriormente gli animi: il confronto diretto, tutt’altro che disteso, con Albert Gudmundsson.
Le immagini televisive hanno colto un momento significativo. Spalletti stava lasciando il campo quando ha incrociato l’attaccante della Fiorentina. Tra i due c’è stato un breve scambio, subito carico di tensione. Gudmundsson, probabilmente nel tentativo di stemperare o chiarire, ha appoggiato una mano sulla spalla dell’allenatore. Un gesto che, in condizioni normali, avrebbe potuto essere interpretato come conciliatorio, ma che in quel contesto ha avuto l’effetto opposto. Spalletti ha reagito immediatamente, infastidito, indicando la mano come a dire “che stai facendo?” e invitando l’islandese a toglierla. Il linguaggio del corpo era eloquente: solo irritazione.

A quel punto è intervenuto prontamente Paolo Vanoli, che ha allontanato il suo giocatore riportandolo verso gli spogliatoi, evitando che la situazione degenerasse ulteriormente. Poco dopo Spalletti ha spiegato il tutto in conferenza:
“Lui ha preso una palla da fuori e l’ha ributtata in campo per interrompere il gioco in maniera anti-sportiva” ha fatto sapere Spalletti nel post gara, visibilmente alterato per la sconfitta e il triplo sorpasso subito in classifica. “Poi è venuto a salutarmi e gli ho detto “non mi toccare”. Ha fatto una cosa anti-sportiva e non l’ho voluto nemmeno salutare. Ha sbagliato persona”.
Spalletti e Gudmundsson, la ricostruzione dello screzio
Spalletti, ancora visibilmente alterato, ha ricostruito l’accaduto, collegandolo a un episodio di gioco avvenuto durante la partita. Non si tratta solo di un episodio isolato, ma del riflesso di una partita vissuta male, dentro e fuori dal campo. La sconfitta, il contesto ambientale ostile e la percezione di aver subito comportamenti scorretti hanno contribuito a rendere Spalletti particolarmente reattivo.
In realtà, episodi simili non sono rari nel calcio contemporaneo, dove la gestione del tempo e dei ritmi di gioco diventa spesso una componente strategica (e in Italia anche di più). Tuttavia, esiste una linea sottile tra furbizia e antisportività, e proprio su questa linea si è collocata la lettura di Spalletti, che ha vissuto il gesto di Gudmundsson come una provocazione o, quantomeno, come qualcosa di non accettabile.
Spalletti ha poi parlato del suo futuro in conferenza:
“Io devo analizzare me stesso in tutto. Io devo analizzare il mio operato e devo analizzare me stesso. Questa cosa delle pressioni subite o non subite fatto prima, poi vengo qui e si subiscono, significa che devo approfondire di più questo discorso. Il discorso dei giocatori da andare a prendere va pulito, non si dice chi deve andare via prima di una partita del genere. Dobbiamo assumerci le responsabilità”.