Io il Napoli juventino di Conte non lo sopporto

Preferisco di gran lunga il secondo posto di Sarri. Ci ho provato ma non ce l'ho fatta a juventinizzarmi. Per me vincere non è l'unica cosa che conta. Ha ragione il Pampa Sosa sui presunti perdenti

Io il Napoli juventino di Conte non lo sopporto

Dc Napoli 11/05/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Bologna / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Antonio Conte

Da te non me lo aspettavo, caro Napolista: pubblichi un pezzo in cui si iniziano a mettere in discussione i “dogmi contiani”. Finalmente! C’è voluto il Pampa Sosa, in cattedra alla Federico II per presentare un suo libro, per contraddire Antonio Conte e le sue bizzarre teorie (e con “bizzarre” l’ho trattato). Concentriamoci su “Il secondo è il primo dei perdenti”. No, non tiro in ballo de Coubertin, tranquilli. Dite quella frase a un ragazzino di dieci anni che ha perso in finale, insieme ai suoi compagni, il torneo di fine stagione. Oppure ai calciatori della squadra sconfitta alla finalissima dei Mondiali di calcio.

La risata di Eileen Gu

Meraviglioso, nell’articolo di Fabio Avallone, il link che porta alla reazione di Eileen Gu, sciatrice che, ridendo fragorosamente, ridicolizza l’intervistatore che aveva definito “sconfitte” due medaglie d’argento olimpiche. Io per andare alle Olimpiadi sarei disposto a fare il vice sostituto chef. Molto bello anche il riferimento ai discorsi di Roger Federer in occasione della laurea conferitagli honoris causa e di Micheal Jordan in non ricordo quale evento. Il Pampa Sosa conclude il suo discorso affermando: “Nessuno ha detto che esiste solo il 110 e lode. Una laurea presa con un voto più basso, magari in un momento di difficoltà o venendo da una situazione che non è tranquilla, è un traguardo importante e nessuno ha il diritto di etichettarvi come perdenti”.

Il Napoli di Conte è noioso come il commissario Montalbano

Mi permetto di aggiungere che preferisco il secondo posto di mister Maurizio Sarri con 91 punti, il Napoli di Vinicio e la grande Olanda di Johan Cruijff che nulla vinse negli anni ’70, al calcio soporifero di Conte. La partita del Napoli per me è diventata come gli episodi del commissario Montalbano. Mi addormento e poi mi sveglio e vedo il finale. Per due anni ho provato a juventinizzarmi ripetendo all’infinito: “vincere è l’unica cosa che conta”. Non ci sono riuscito. Juventini si nasce e grazie a Dio io non lo nacqui. D’altro canto, cosa c’è da aspettarsi da uno che si vanta di voler vincere anche se gioca a carte col nipotino di 5 anni? Dovessi avere la fortuna di essere in vita quando arriverà in famiglia un piccolino che riesca a tenere in mano un mazzo di carte, mi farei stra – battere. Diversamente, mi sentirei una …..

Per me Antonio Conte se ne deve andare. Non lo sopporto più. Sono allergico ai meridionali juventini. Altri principi, altre convinzioni, altro modus vivendi. Non vinceremo più? Pazienza. Però i nipotini saranno felici.