Se il calcio italiano vuole rinascere deve seguire il “modello Sassuolo”, dice il New York Times

"In un momento in cui i commentatori calcistici italiani propongono di smantellare l'intero sistema del calcio italiano, il Sassuolo ci ricorda che non tutto è perduto"

Se il calcio italiano vuole rinascere deve seguire il “modello Sassuolo”, dice il New York Times

Mg Reggio Emilia 04/04/2026 - campionato di calcio serie A / Sassuolo-Cagliari / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Domenico Berardi-Andrea Pinamonti

Sassuolo ha 40.000 abitanti. Ha uno stadio che, quando Allegri ci allenava, conteneva 4.000 persone. E domenica ha battuto il Milan 2-0, con Domenico Berardi che ha segnato come se fosse ancora il 2014 e lui avesse vent’anni. The Athletic ha colto la palla al balzo, si può dire, per analizzare il “fenomeno” Sassuolo e provare a spiegarlo ai lettori del New York Times.

Perché, scrivono, “in un momento in cui i commentatori calcistici italiani propongono di smantellare l’intero sistema del calcio italiano, il Sassuolo ci ricorda che non tutto è perduto. Al contrario, qui si può costruire qualcosa di molto valido. Questo club possiede tutto ciò che manca alle altre squadre italiane: uno stadio di proprietà, un nuovo centro di allenamento e una grande attenzione allo sviluppo della prossima generazione di calciatori e allenatori italiani”.

Berardi, l’ultima bandiera

E allora il giornale ha chiesto un po’ di cose a Giovanni Carnevali, l’amministratore delegato del club. A cominciare appunto da Berardi. Un giocatore scoperto quasi per caso – era venuto a trovare il fratello all’università di Modena – che ha rifiutato la Juventus, ha scelto di restare, ha segnato più di 100 gol in Serie A e non si è mai mosso. “Non ci sono più bandiere”, dice Carnevali. “Oggi i giocatori sono attratti dal denaro e cambiano squadra. Domenico è cresciuto con noi”. 

È il tipo di storia che il calcio italiano usa per consolarsi, e Carnevali sa benissimo come raccontarla. Sa anche, però, che lo stesso sistema che ha prodotto Berardi continua a regalarsi i propri talenti agli altri. Luca Reggiani: modenese, cresciuto nel settore giovanile del Sassuolo dall’età di sette anni, internazionale italiano da Under 15 a Under 19. Il Borussia Dortmund lo ha prelevato a sedici anni, ha esordito in Champions League contro l’Atalanta e ha segnato il suo primo gol una settimana dopo. “Ho dato tutto a questo ragazzo”, dice Carnevali. “Strutture, allenatori, fisioterapisti, preparatore atletico, nutrizionista, psicologo. Tutto. Poi compi sedici anni ed è un ‘grazie e arrivederci'”.

Ma i diritti tv non pagano

Il sistema, nel frattempo, continua a ricompensare la storia invece del futuro. Carnevali ritiene che i diritti televisivi vengano ancora distribuiti in parte sulla base della reputazione storica dei club. Una rendita di posizione per Inter, Milan e Juventus che disincentiva chi invece investe in strutture e giovani.
Il Sassuolo ha vinto il campionato Primavera due anni fa. Quattordici italiani hanno esordito in nazionale mentre giocavano al Sassuolo. Tre di loro, Berardi, Locatelli e Raspadori, erano titolari nell’Italia che ha vinto l’Europeo del 2020. Il Mapei Football Center è considerato uno dei migliori centri d’allenamento in Italia. Quando il Sassuolo è retrocesso nel 2024, ha tenuto la squadra, ha assunto Fabio Grosso e ha vinto la Serie B con il miglior attacco della categoria. Ora, a tre giornate dalla fine, può chiudere davanti a Bologna e Parma. Per Carnevali il Sassuolo è “già parte della quotidianità del calcio di alto livello in Italia. Non siamo più una rivelazione”.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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