Sal Da Vinci: “Il Napoli è una malattia, costrinsi mio padre a portarmi a vedere Krol poco prima di un concerto”

A Sportweek: "Il primo scudetto ha un valore superiore, segna il riscatto costruito grazie a Maradona. Ho un debole umano e calcistico per Buongiorno. Gli addii di Maradona, Kvara e Higuain sono stati un grande dolore". 

Sal Da Vinci: “Il Napoli è una malattia, costrinsi mio padre a portarmi a vedere Krol poco prima di un concerto”

Ni Napoli 06/03/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Torino / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Sal Da Vinci

Sal Da Vinci questa sera disputerà la finale dell’Eurovision Song Contest a Vienna, in diretta su Rai 1 dalle ore 21; avendo vinto al Festival di Sanremo con il brano “Per sempre sì“, era di diritto qualificato alla competizione che vede un rappresentante per ogni Paese europeo. Poiché è anche un grande tifoso del Napoli, Sportweek ha deciso di intervistarlo proprio sulla sua squadra del cuore.

Sal Da Vinci: “Il primo scudetto del Napoli ha un valore superiore agli altri”

Il cantante ha descritto Napoli in questo modo: “Napoli è tanti uomini, artisti e scrittori, poeti e attori, figure gigantesche. Il Napoli è invece una malattia, e non sembri una banalità. Avevo una decina d’anni, giocavamo a Torino. Costrinsi mio padre, con cui avevamo uno spettacolo poche ore dopo la partita, a portarmi allo stadio, c’era Ruud Krol“.

Dei quattro scudetti vinti, per lui uno è particolarmente speciale: “Ognuno è un momento di felicità. Il primo, innegabile, ha un valore superiore, segna il riscatto, anche sociale, costruito grazie a Maradona. Abbiamo assaporato la gioia in quei sette anni, andavi al San Paolo ed eri diverso dentro, potevi anche perdere ma avevi visto Lui“.

Sal Da Vinci racconta anche il rapporto che ha avuto con Luciano Spalletti quando allenava gli azzurri, e Antonio Conte: “Spalletti è una bellissima persona. Ci ha creduto, ha saputo orientarci dopo quella rivoluzione, ci siamo divertiti. E poi ha assunto responsabilità forti. Conte spero resti a lungo, ha reso possibile ciò che ci sembrava impossibile. Mentalità vincente, il più grande in circolazione in Italia“.

Il Napolicentrismo a Sanremo De Giovanni Cazzullo Sal Da Vinci

Il cantante: “Gli addii di Maradona, Higuain e Kvara sono stati un dolore enorme”

Il vincitore di Sanremo 2026 ha confessato di frequentare alcuni calciatori del Napoli: “Di Lorenzo, Meret, Spinazzola e Politano. Adoro McTominay, ma ho un debole umano e calcistico per Buongiorno. Mazzocchi mi fa impazzire, rappresenta il collante dello spogliatoio e si diverte. Poi aspetto che esploda definitivamente Vergara, dopo Insigne è la classe degli scugnizzi che si rigenera“.

In merito ai calciatori che hanno lasciato Napoli, il cantante ha dichiarato: “La partenza di Maradona fu un dolore, l’accusa di doping, il momento buio che attraversò. E ora Kvaratskhelia, una coltellata. Come Higuain, negli ultimi venti metri non ce n’era per nessuno. Il nuovo leader? De Bruyne, e con lui McTominay“.