La Serie A sta messa talmente male che danno il premio Fair Play a Milinkovic per aver stretto la mano a Pessina
Fece i complimenti al 17enne dopo Bologna-Napoli 2-0. Un gesto normale, il minimo sindacale in un consesso civile: da noi diventa un atto eroico. Il prossimo anno il premio lo diamo a tutti quelli che non sputano all'arbitro?

Vanja Milinkovic-Savic of SSC Napoli congratulates Massimo Pessina on his Serie A debut at the end of the serie Serie A Enilive match between Bologna FC 1909 and SSC Napoli at Stadio Renato Dall’Ara on November 9, 2025 in Bologna, Italy (Photo by Giuseppe Maffia/NurPhoto) (Photo by Giuseppe Maffia / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
Viene spontaneo farsi una domanda, leggendo l’ultima trovata della Lega Serie A: ma davvero, in un intero campionato di 190 partite, questo è il momento di massimo fair play che siamo riusciti a produrre? Azz. Se il picco assoluto della lealtà sportiva è un portiere che a fine gara va a stringere la mano a un collega esordiente, allora il calcio italiano ha un problema bello grosso con i suoi standard di civiltà.
Fair Play Moment Of The Season
Non ce ne voglia Vanja Milinkovic-Savic, ovviamente. Il portiere del Napoli si è reso protagonista di un gesto nobile, per carità. Alla fine di Bologna-Napoli dello scorso 9 novembre 2025, nonostante la sconfitta degli azzurri, è andato a a fare i complimenti all’allora 17enne Massimo Pessina, estremo difensore dei rossoblù al suo debutto in Serie A. Una bella scena. Ma premiarlo come l’apice stagionale della “fratellanza” e della “condivisione” fa sorridere amaro.

Siamo arrivati al punto in cui la normalità, ovvero la banale educazione tra professionisti al fischio finale, diventa un evento straordinario, da incorniciare con tanto di naming rights (il “Philadelphia Fair Play Moment Of The Season”) e comunicati stampa in pompa magna. È un po’ come dare una medaglia al valore civile a un automobilista solo perché si è fermato col semaforo rosso. Se un abbraccio a un ragazzino che ha appena esordito è “l’immagine plastica di cosa sia davvero il calcio che amiamo”, significa che per il resto dell’anno abbiamo assistito a una rissa da saloon continua. E forse, a pensarci bene, non siamo poi così lontani dalla realtà.
Ma come stiamo inguaiati in Serie A?
Per capire quanto sia ridicola e paradossale l’assegnazione di un premio del genere per un banalissimo saluto, basta guardare al reale ecosistema del nostro campionato. Altro che “fratellanza e condivisione di un sogno”. La Serie A, ultimamente, somiglia molto di più a un incrocio tra un ring di arti marziali miste e un saloon del Far West, afflitta da un problema disciplinare ormai endemico. Parliamo di un torneo in cui, sfogliando i recenti bollettini del Giudice Sportivo, si legge di Domenico Berardi squalificato per aver letteralmente messo le mani al collo a Ellertsson nel tunnel degli spogliatoi durante l’intervallo. Un campionato dove il derby di Roma finisce puntualmente in una maxirissa da strada (le espulsioni sono capitate a Rovella e Wesley questa volta).

E mentre sul fondo continua a strisciare la solita, fetida macchia del razzismo (con Keinan Davis dell’Udinese costretto a denunciare sui social di essere stato chiamato “scimmia” in campo dal cagliaritano Dossena), il capolavoro assoluto della civiltà calcistica lo ha regalato Gift Orban. Nervoso dopo una sconfitta del suo Verona, l’attaccante ha pensato bene di scendere dall’auto nel parcheggio del Bentegodi per aggredire fisicamente un tifoso, scatenando una rissa sedata a fatica solo dall’intervento della Digos. Di fronte a questa ordinaria follia quotidiana e a una simile galleria degli orrori, è chiaro che se un giocatore per sbaglio si ricorda le buone maniere e fa i complimenti a un collega esordiente, negli uffici della Lega stappino lo champagne e gli intitolino subito una targa commemorativa.
Il comunicato ufficiale della Lega: “Un gesto che vale più di un gol”
A conferma dell’epica costruita attorno a un normalissimo gesto di fair play, ecco alcuni stralci del trionfale comunicato diffuso dalla Lega Serie A per annunciare il premio a Milinkovic-Savic:
“Lega Calcio Serie A e Philadelphia annunciano che il premio ‘Philadelphia Fair Play Moment Of The Season’ è stato assegnato al portiere del Napoli Vanja Milinkovic-Savic, per essersi reso protagonista (…) dell’episodio che meglio ha rappresentato i principi condivisi di amicizia, sportività e lealtà nell’arco della stagione sportiva 2025/2026. (…) Un gesto tanto semplice quanto significativo che sintetizza i valori più sinceri dello sport. L’abbraccio all’esordiente Pessina rappresenta l’immagine plastica di cosa sia davvero il calcio che amiamo.”

E ancora, le parole dell’Amministratore Delegato della Lega, Luigi De Siervo:
“Questo gesto vale più di un gol o di una parata decisiva. In campo la competizione è sacrosanta, ma è fondamentale non perdere mai di vista l’aspetto umano, tanto più quando cogli negli occhi di un avversario i sogni e le emozioni che anche tu hai vissuto all’inizio della tua carriera. Saper cogliere questo momento, a maggior ragione a ridosso di una gara, rappresenta il lato autentico e romantico del nostro sport. Con un gesto semplice e spontaneo ha ricordato che rispetto, fratellanza e condivisione di un sogno contano quanto il risultato o la maglia.”
Siamo messi talmente male che siamo già contenti che non l’abbiano dato – il premio – a Bastoni.