Meret migliore in campo a Pisa, così Conte impara a preferirgli Milinkovic Savic
FALLI DA DIETRO - Il calcio di Conte è più noioso di Un posto al sole ma io spero che resti, la sua ferocia è una garanzia

Alex Meret plays during the match between Atalanta BC and SSC Napoli in Serie A at New Balance Arena in Bergamo, Italy, on February 22, 2026. (Photo by Alessio Morgese/NurPhoto) (Photo by Alessio Morgese / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
FALLI DA DIETRO (rubrica nata nel 2008. Le rubriche omonime nate successivamente sono imitazioni)
COMMENTO ALLA 37° GIORNATA DEL CAMPIONATO 2025-26
Questo non è calcio.
Giocare a mezzogiorno non è calcio.
Ma è questo il calcio italiano.
Gestito da gente che non conosce il profumo dell’erba del campo di gioco.
Questa è gente che non conosce neanche il profumo del ragù. E il piacere che lo accompagna al rito domenicale che è fatto di attesa senza troppe distrazioni.
Ce n’è poca di erba alla spellacchiata Arena Garibaldi.
Dove serve vincere.
E allora dentro lo Zircone macedone, più pratico e spiccio del Re sontuoso e macchinoso.
Meret migliore in campo a Pisa
Serve vincere.
Ed è tutto facile contro una squadretta ormai rassegnata.
Delle quattro partite in contemporanea, quella di Pisa è la prima a sbloccarsi.
Partita da fine stagione senza storia.
È una gara in leggerezza dalle cadenze di una amichevole del giovedì.
Migliore in campo per me l’Albatros del Friuli.
Due grandi parate che per due volte salvano la porta azzurra.
Così il Feroce Salentino impara a preferirgli quel Vanja.
Tempo di bilanci.
Qualificazione Champions, secondo posto e Supercoppa. Ottimo. Anzi miracoloso.
Se si considera la infinita maledizione infortuni.
Tema rovente che dovrà essere affrontato per chiarire le responsabilità.
Un grazie sincero al mister che ha saputo mantenere la barra dritta in lunghi momenti di terribile bufera.
Resterà?
Dalle sue dichiarazioni si deduce che il mister abbia elencato al Presidente alcune condizioni.
Condizioni da confrontare ora con il nuovo regime societario.
La ferocia di Conte è una garanzia
Io spero che resti.
Ha un’idea di calcio che non affascina per nulla.
Perché vecchia e noiosa. Peggio di una puntata di Un posto al sole.
Ma io spero che resti.
Perché la sua ferocia è una garanzia.
E uno meglio di lui in Italia e in Europa è difficile trovarlo.
Malloppo europeo.
Sogno o son desto?
Il povero Diavolo vince una partita che non meritava.
Il Genoa perde.
Pur avendo messo in campo superiorità tecnica, migliore condizione fisica, marcature efficaci e un gioco collettivo più efficiente. Ma paga per episodi casuali.
Come l’unico banale errore di Amorim, che consente al Diavolo il dono di un rigore e il vantaggio.
All’Olimpico si consuma il primo derby della storia senza i tifosi laziali, in rotta insanabile con Lotito-el-drito.
È un derby segnato.
Sangue Oro più determinati vincono grazie a una grande prestazione della Joya e alla doppietta di Gianluca Mancini sempre più leader.
Quella odiosa zitella isterica a nome Gasp gracchia: “La Champions è nelle nostre mani, manca l’ultimo passo”.
Catastrofe Juve con Fra Cipolla
Chi resta fuori allora?
La Vecchia.
La grande sorpresa della giornata.
Catastrofe a Torino.
Gli uomini di Fra Cipolla, mai in partita, crollano dal terzo al sesto posto e sono fuori.
L’Inter festeggia.
Ma la storia di Arbitropoli?
Intervistato La Russa Benito, a tempo perso Presidente del Senato: “Ho parlato con Marotta. Mi ha detto chiaro e tondo che l’Inter non c’entra niente”.
Insomma, ha fatto un po’ come con quel pezzo di pane del figliolo con l’hobby ingenuo dello stupro.
Peccato che la terribile inchiesta Report di ieri me lo abbia reso poco credibile.